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Produzione industriale: Italia meglio di Francia e Germania

Balzo in avanti a dicembre, mentre i nostri partner europei registrano risultati inferiori rispetto al periodo precedente
di Redazione

Energia elettrica, gas, vapore ed aria (+14,9%), fabbricazione dei mezzi di trasporto (+12,2%) e di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+11,9%): sono questi i settori di attività economica che hanno contribuito maggiormente alla crescita della produzione industriale a dicembre, così come rilevato dall’Istat.

lavoro

Al contrario soltanto nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-4,1%) e della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-0,6%) si osservano delle flessioni. Il recupero rispetto al periodo pre-crisi, dopo cioè il crollo degli ultimi anni, è lento, ma nel frattempo la produzione industriale ha evidenziato un balzo in avanti notevole: +1,4% sul mese; +6,6% tendenziale; +1,6% nella media d’anno. Incrementi che riflettono l’andamento positivo anche nei diversi raggruppamenti (beni intermedi, beni di consumo, beni strumentali, energia).
Lo sprint in chiusura d’anno – il migliore dal 2010 – rappresenta per il nostro paese una nota lieta, soprattutto nel confronto con i principali paesi partner dell’Eurozona. In generale la risalita dell’area della moneta unica si è consolidata nel corso del 2016, tuttavia non allo stesso ritmo per le singole economie.
La Germania ha trainato la risalita nonostante il minore sostegno dell’export, la Francia attraversa una fase di alti e bassi, la Spagna sta recuperando terreno a passi svelti ma i ritardi accumulati ostacolano una ripresa repentina (mercato del lavoro in particolare). L’Italia, invece, presenta ancora molti punti deboli.
Eppure il 2016 per il nostro paese si è chiuso meglio di Francia e Germania per quanto riguarda la produzione industriale, indicatore importante per misurare il reale andamento dell’economia oltre che la capacità dell’industria in senso stretto.
Nello stesso periodo dell’anno, infatti, in Spagna la crescita della produzione industriale ha registrato un rallentamento (+1,9% in termini tendenziali dal +2,8% del mese di novembre). La seconda economia d’Europa, la Francia, ha invece dovuto fare i conti con un decremento dello 0,9% dopo il +2,4% del periodo precedente.
Il dato della Germania è quello più negativo: l’indice è sceso a dicembre del 3% rispetto al mese precedente quando era salito dello 0,5%. Si è trattato del calo maggiore dal 2009, a conferma di un trend in risalita tuttavia altalenante che coinvolge l’Eurozona nel complesso.

 

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