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Torna a crescere la spesa per i beni alimentari

Il CENSIS definisce la crescita dei consumi alimentari “interessante”, sottolineando però che i livelli precedenti alla crisi economica sono ancora lontani
di Redazione

Quella destinata ai prodotti alimentari ha rappresentato una delle voci di spesa più importanti per le famiglie italiane, anche durante la crisi economica. Un’indagine realizzata dal CENSIS per Nestlé Italia – Il futuro dell’alimentazione: tra stili di vita contemporanei e nuovi modelli di fruizione – rivela che la quota di spesa alimentare sul totale dei consumi delle famiglie italiane è cresciuta, assestandosi al 14,3% (il dato è superiore a quello registrato nei principali Paesi dell’Unione europea, dove la media si ferma all’11,4%).

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I prodotti alimentari non rappresentano il capitolo di spesa che prevede le maggiori uscite: l’Eurostat rivela che ad esserlo è quello dedicato all’abitazione. Ciò vale per quasi tutti i Paesi europei, anche se gli italiani spendono meno della media (il 23,8% della spesa complessiva contro il 24,4% della media UE).
Il CENSIS definisce la crescita dei consumi alimentari “interessante”, sottolineando però che i livelli precedenti alla crisi economica sono ancora lontani. L’incremento registrato di recente – nel 2015-2016, la spesa alimentare degli italiani è cresciuta dell’1,1% – non è stato sufficiente per colmare quanto perso negli ultimi anni: il CENSIS ricorda che i consumi alimentari sono diminuiti del 10,9% tra il 2007 e il 2016.
Nello specifico, il calo è stato particolarmente significativo per le famiglie operaie e quelle con a capo un disoccupato, per le quali le rinunce sono state maggiori.
La spesa per i prodotti alimentari dovrebbe continuare a crescere anche nel 2017. Il Rapporto COOP, che pure prevede “una battuta d’arresto” per i consumi, sostiene che quelli alimentari potrebbero invece aumentare. Gli italiani, che contano di aggiungere valore al carrello alimentare, sono circa il doppio rispetto a quelli che pensano di ridurre ulteriormente la spesa (il 13% contro l’8%).
Anche l’Outlook Italia di Confcommercio e del CENSIS prevede che la crescita dei consumi rallenterà rispetto al 2016. A preoccupare le famiglie c’è soprattutto l’andamento del mercato del lavoro – per quest’anno Confcommercio stima un aumento dell’occupazione 0,4% – e un del reddito disponibile reale delle famiglie, che aumenterà dello 0,3% a fronte di un +2,2% registrato nel 2016.

 

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