Le persone economicamente inattive nell’UE | T-Mag | il magazine di Tecnè

Le persone economicamente inattive nell’UE

Nel 2016 erano 89 milioni (il 27,1% della popolazione), secondo le stime dell'eurostar
di Redazione

Gli inattivi, per definizione, sono le persone che non fanno parte delle forze di lavoro, ovvero quelle che non vengono classificate come occupate o in cerca di occupazione. Sono diversi i motivi che spingono le persone nell’area dell’inattività, dunque nel tempo tale condizione può mutare in uno stato di occupazione o disoccupazione. Ad esempio rientrano nella cosiddetta “zona grigia” coloro che sono inattivi perché non in cerca, ma che potrebbero risultare impiegabili. Lo scorso anno, rileva l’Eurostat, 89 milioni di persone di età compresa tra i 15 e i 64 anni erano economicamente inattive nell’Unione europea.

In pratica, stando ai dati Eurostat, il 27,1% della popolazione UE di 15-64 anni si è trovata nel 2016 al di fuori del mercato del lavoro, non essendo né occupati né disoccupati. Va però precisato che la condizione include quanti impegnati in percorsi di studio o formazione (il 35% delle persone inattive), i pensionati (16%), coloro affetti da grave malattia o disabilità (16%), ma anche quelle persone impegnate nella cura di bambini o adulti incapaci (10%).
Le donne rappresentano lo “zoccolo duro” di questo segmento di popolazione (il 60%, una costante nell’UE seppure con proporzioni che differiscono da paese a paese), ma in generale quasi otto persone su dieci (78%) hanno dichiarato di non voler lavorare.
Il livello di istruzione sembra essere un fattore determinante. Quasi la metà di coloro con un basso livello di istruzione (47%) sono risultati essere inattivi nel 2016, mentre la quota diminuiva al 24% per quelli con un livello di istruzione medio e al 12% tra chi può vantare un livello di istruzione elevato.
La percentuale di inattivi più bassa si è registrata in Svezia (17,9%), davanti a Danimarca (20%) e Paesi Bassi (20,3%). Il triste primato, invece, spetta all’Italia, con una quota che si attesta al 35,1%. Subito dopo Croazia e Romania (entrambe al 34,4%), Belgio (32,4%) e Grecia (31,8%). A maggio, secondo gli ultimi dati Istat disponibili, il tasso di inattività nel nostro paese è stato pari al 34,8%.

 

Scrivi una replica

News

Stati Uniti, richiesta di sospensione per il vaccino Johnson&Johnson

Gli Stati Uniti chiedono una sospensione sul vaccino Johnson&Johnson dopo alcuni casi di coagulazione. L’anticipazione è del New York Times, che ha sottolineato come la…

13 Apr 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Istat: “A febbraio produzione industriale +0,2%”

“A febbraio 2021 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione industriale aumenti dello 0,2% rispetto a gennaio. Nella media del trimestre dicembre-febbraio il livello della…

13 Apr 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Case, si allungano i tempi di vendita secondo un’analisi di Tecnocasa

Dall’analisi condotta dall’Ufficio Studi Tecnocasa dal 2010 ad oggi, limitato alle grandi città, emerge un lieve rallentamento delle tempistiche per la compravendita della casa nelle…

13 Apr 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »

Coronavirus, studio commercialisti: “-35 miliardi nella ristorazione”

Dall’Osservatorio sui bilanci 2019 del Consiglio e della Fondazione nazionale dei commercialisti emerge che nel 2021 si stima una riduzione del fatturato del 35% contro…

13 Apr 2021 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia