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Cosa frena ancora la ripresa economica dell’Italia

Diversi sono i fattori che l'hanno aiutata, ma altrettanto numerosi sono quelli gli impediscono di crescere in modo più sostenuto
di Redazione

Nel secondo trimestre 2017, il Prodotto interno lordo dell’area Ocse – sigla che raccoglie le 35 principali economie industrializzate del mondo – è aumentato dello 0,7% rispetto al trimestre precedente (su base annua l’incremento è stato più notevole: +2,4%). A crescere è anche l’Italia, seppure ad un ritmo inferiore.

Rispetto al trimestre precedente, il Pil italiano è aumentato dello 0,4%. Su base annua, invece, l’aumento è stato dell’1,5%. Un dato positivo, eppure, se si restringe l’attenzione ai Paesi del G7 (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, ovvero le economie sviluppate con la ricchezza nazionale netta più grande al mondo), emerge che quella italiana è la crescita economica più contenuta.
Difficile sorprendersi, però: l’Italia cresce – quello registrato nel secondo trimestre dall’Istat è il tredicesimo incremento consecutivo trimestrale del PIL –, ma non al ritmo degli altri Paesi industrializzati.
Pur individuando i fattori che hanno contribuito alla recente crescita economica italiana – le politiche monetarie e di bilancio accomodanti (ovviamente il riferimento è al Quantitative easing della Bce), i prezzi contenuti delle materie prime e le riforme strutturali (il Jobs act e gli esoneri dai contributi sociali) –, nell’ultimo rapporto economico dedicato all’Italia, l’Ocse ha sottolineato il permanere di alcune criticità che frenano la ripresa del Paese, uscito da una lunga e profonda fase recessiva.
L’elenco stilato dall’Ocse comprende una produttività in diminuzione, l’inefficienza della pubblica amministrazione che, sommata alla lentezza dei procedimenti giudiziari, non rende l’Italia un Paese adatto per chi intende fare impresa (particolarmente difficile è la situazione per le start-up innovative e le pmi) e uno scarso livello di concorrenza.
Le cose non dovrebbero cambiare: anche nel 2018 l’Ocse prevede che la ripresa economica dell’Italia continuerà ad essere “moderata” – il prossimo anno, l’economia dovrebbe crescere dello 0,8% –, a causa “della stretta fiscale già adottata e pari all’1% del Pil”, mentre a livello globale la situazione dovrebbe migliorare.
Trainato dall’aumento della produzione industriale, dalla ripresa dell’occupazione e dai flussi commerciali, la crescita del Prodotto interno lordo mondiale attesa per il 2018 raggiunge il 3,6% (stima Ocse).

 

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