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Il rischio di una Serie A livellata verso il basso

Campionati a confronto: dopo cinque giornate le ultime tre in classifica fanno complessivamente meno punti di quelli sommati nelle passate stagioni. Troppo ampio il divario con le big e si segnano più gol
di Giacomo Buttaroni

Questa Serie A dopo cinque giornate è sempre più il campionato dei “numeri 9”, ovvero dei cosiddetti “bomber”. Il marcatore più prolifico è Dybala della Juventus con otto reti, seguito da Icardi dell’Inter, Immobile della Lazio e Mertens del Napoli a quota sei reti. Nella passata stagione dopo le stesse partite il capocannoniere era l’attaccante nerazzurro, Mauro Icardi, con sei reti, seguito da Callejon e Bacca a cinque. Mentre nella stagione 2015-2016, il bomber era Eder (all’ora alla Sampdoria), con sei reti, seguito da Higuain (Napoli) e Quagliarella (Torino) a quattro marcature. Oltre ad essere il campionato dei bomber, è anche il campionato della moviola in campo che, fino ad ora non è riuscita a mettere a tacere le chiacchiere sull’onesta degli arbitri nelle decisioni in interventi dubbi. Quasi un vero e proprio “ritorno al futuro”. Per questo viene d’obbligo fare un confronto con le passate stagioni, quando i bomber non registravano numeri così elevati e la tecnologia non era ancora stata introdotta.

Dalla prima giornata di campionato si sono segnati 140 reti, 6 in più rispetto alla passata stagione e ben 22 in più rispetto al campionato 2015-2016, quando furono 118 le reti segnate. Nella stagione in corso il Napoli, che è a punteggio pieno con la Juventus (cosa che non era mai successa prima d’ora dopo cinque giornate) ha il miglior attacco con 19 reti, cinque in più rispetto alla Juve e sei in più rispetto al miglior attacco della passata stagione quando ne furono 13. Rispetto alla stagione 2015-2016 le reti segnate in più sono ben otto. Aumentano anche i punti totali conquistati dalle prime tre in classifica, con Napoli (15), Juventus (15) e Inter (13) che hanno conquistato ben 43 punti totali, mentre nella stagione passata furono 33 i punti totali conquistati da Juventus (12), Napoli (11) e Roma (10), invece nella stagione 2015-2016 le prime tre classificate alla fine della quinta giornata furono Inter (15), Fiorentina (12) e Sassuolo (11), per un totale di 38 punti.

Questi dati confermano come il livello delle prime in classifica sia aumentato, ma c’è da notare – piuttosto – come si sia abbassato quello delle squadre in fondo alla classica. In questa stagione il Benevento, oltre a subire continuamente gol (sono 14 le reti subite), fatica a segnare e a prendere punti. Dopo le cinque giornate i campani hanno segnato solo una volta rimanendo così a zero punti, dato molto inferiore rispetto agli ultimi due anni. La scorsa stagione, a seguito dello stesso lasso di tempo, l’ultima in classifica era il Crotone con un punto conquistato, tre reti fatte e undici subite, mentre due campionati fa l’ultima in classifica era il Frosinone con un punto, due reti fatte e otto subite.

Sono appena 3 i punti conquistati da Verona (2) e Crotone (1), con il Benevento fermo, ovvero le ultime tre in classifica. Nella passata stagione invece, furono 8 i punti conquistati dalle ultime tre, suddivisi tra Empoli (4), Atalanta (3) e Crotone (1). Nel campionato 2015-2016 invece i punti furono 6, con Udinese (3), Carpi (2) e Frosinone (1). Insomma, è ancora presto per tracciare un bilancio, ma per quel poco che si è potuto vedere finora il timore, già espresso da più parti, di assistere ad una Serie A livellata quanto mai verso il basso sembra oggi reale.

 

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