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Germania: vince Merkel. E adesso?

Per la cancelliera tedesca, che ottiene il suo quarto mandato, quella del 24 settembre rappresenta una vittoria a metà. Il difficile viene ora, nella composizione del nuovo governo. Già esclusa l'ipotesi Grosse Koalition
di Redazione

La Cdu-Csu di Angela Merkel si è confermato primo partito alle elezioni del 24 settembre con il 33% dei voti, ma ha perso consensi rispetto alla precedente tornata elettorale, un calo di otto punti percentuali. I socialdemocratici di Martin Schulz ottengono il peggior risultato, ai minimi storici (poco sopra il 20%). Terzo partito, questa la novità comunque nell’aria, è l’ingresso nel Parlamento tedesco di AfD, forza di estrema destra, che ha ottenuto il 12,6%. Poi Fdp (10,8%), Linke (9,2%) e Verdi (8,9%).

Il nuovo Bundestag conterà 709 deputati, diversi in più rispetto ai 630 dell’assemblea uscente. Questo aumento è dovuto al sistema elettorale tedesco che prevede una redistribuzione di seggi aggiuntivi al termine dello scrutinio. Dunque i seggi dovrebbero essere ripartiti in questo modo: 246 Cdu-Csu, 153 Spd, 94 AfD, 80 Fdp, 69 Linke, 67 Verdi. La parte difficile comincia ora, perché Angela Merkel – di fatto al suo quarto mandato – dovrà riuscire a formare una coalizione di governo. Ma in che modo? La Spd si è già tagliata fuori, quindi facendo tramontare definitivamente la possibilità di un prosieguo della Grosse Koalition. E i voti raccolti da AfD contano più di qualcosa. Il rebus riguarda la Germania, ma riguarda inevitabilmente anche l’Europa. Che questo provochi dei cambiamenti profondi alla politica di Merkel (molti, in questo senso, temono un rinnovato inasprimento verso le istanze europee a tutto vantaggio degli interessi tedeschi) sarà il tempo a stabilirlo, ma certo non è condizione che possiamo escludere a priori. Il difficile viene ora, dicevamo, perché quella di Angela Merkel è una vittoria a metà, che lascia molte incognite dietro di sé. Sarà un governo “Giamaica” (dalla bandiera giamaicana, nero-giallo-verde) o solo nero-giallo? Difficile a dirsi anche per le divergenze tra le forze politiche interessate avvenute nel recente passato, seppure a livello locale talvolta superate. Intanto una delle leader di AfD, Frauke Petry, ha già annunciato che non farà parte del suo gruppo in Parlamento: “Faremo opposizione e sarà un compito gravoso, ma la nostra ambizione è andare al governo nel 2021”. Prime spaccature in quella che è attualmente la terza forza politica della Germania?

 

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