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Il commercio ambulante, tra imprese e abusivismo

Il settore, secondo il rapporto dell’Anva Confesercenti, coinvolge nel 2017 191.535 imprese
di Redazione

Il rapporto dell’Anva Confesercenti, Associazione Nazionale Commercio su Aree Pubbliche, presentato in occasione dell’assemblea annuale dell’associazione, fotografa la situazione del commercio ambulante in Italia, settore che nel 2017 coinvolge 191.535 imprese, occupando 217.139 addetti e registrando un fatturato stimabile di circa 11,1 miliardi di euro. Il settore, alla cui crescita ha fortemente contribuito la crisi economica, registra per la prima volta un saldo negativo, infatti anche se l’occupazione si mantiene stabile, il 2017 ha segnato una diminuzione di 3.227 imprese.

Secondo i dati, 103 mila imprese, il 53,5% del totale, sono straniere e poco meno della metà operano nel Sud Italia, dove l’incidenza di queste attività arriva al 4,5%, che fa innalzare la media nazionale stabile al 3,1%, in particolar modo spiccano la Campania – in cui si concentra il 15,7% del commercio ambulante – e la Lombardia, regioni che ospitano rispettivamente 30 mila e 23 mila imprese di questo tipo. L’indagine stima che la quota maggiore del commercio appartenga agli articoli tessili, rappresentando oltre il 36% tra abbigliamento e articoli per la casa, segue il 17,5% del mercato specializzato in bigiotteria, e poi il commercio di altri prodotti non alimentari quali tappeti, libri, giochi e giocattoli, registrazioni musicali e video e articoli usati (16,6%), mentre il solo 15% è dedicato a prodotti alimentari e bevande.

Una quota del commercio italiano non trascurabile che è esposta più di altri settori al danno recato dall’abusivismo, fenomeno che per queste specifiche attività si stima corrispondere al 16,7% del fatturato complessivo, pari a 1,8 miliardi di euro, con una perdita dal punto di vista fiscale e contributivo corrispondente a 967 milioni di euro. Secondo le stime gli addetti irregolari dovrebbero essere circa 105 milioni, ovvero 15 operatori abusivi ogni 100 –proporzione che in Campania arriva a 37 -, con gli italiani abusivi che rappresenterebbero il 25% del totale contro il 75% degli stranieri.

 

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