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L’incertezza politica pesa su consumatori e imprese

«Il marcato calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori a maggio interrompe la sostanziale tenuta registrata nei primi quattro mesi del 2018», osserva l'Istat
di Redazione

Lo stallo politico che si protrae dopo lo scontro frontale tra M5s-Lega e Quirinale sul nome di Paolo Savona quale possibile futuro ministro dell’Economia (circostanza che di fatto ha fatto naufragare qualsiasi ipotesi di governo Conte) sembra agitare ancora i mercati, nonostante l’incarico conferito poi a Carlo Cottarelli per la formazione di un esecutivo che dovrà traghettare il paese al voto anticipato (primavera 2019 in caso di fiducia in Parlamento, già dopo l’estate in assenza di fiducia). Lo spread tra Btp decennali e Bund di pari scadenza, infatti, ha toccato i 320 punti base, con un tasso di rendimento al 3,4%, per poi riassestarsi in tarda mattinata sui 282 punti, mentre il differenziale sui titoli biennali sfiora i 300 punti con un rendimento superiore al 2%. Ma anche dall’Istat giungono notizie negative.

L’incertezza politica deve pesare, non poco, sulla fiducia degli italiani, imprese e consumatori. A maggio 2018 – spiega l’Istat – si stima che l’indice del clima di fiducia dei consumatori diminuisca passando da 116,9 a 113,7. Anche per l’indice composito del clima di fiducia delle imprese si stima una flessione, ma di lieve entità, da 105,0 a 104,7. «L’evoluzione negativa dell’indicatore di fiducia dei consumatori riflette dinamiche sfavorevoli di tutte le componenti ma con differenti intensità: il clima personale e quello corrente passano da 108,0 a 107,7 e da 114,0 a 112,4 rispettivamente; il clima economico diminuisce da 141,8 a 132,6 e quello futuro passa da 121,1 a 116,5, mostrando quindi flessioni più marcate».

Con riferimento alle imprese, il clima di fiducia diminuisce nel settore delle costruzioni (da 135,2 a 134,1), in quello dei servizi (da 106,4 a 106,0) e rimane stabile nella manifattura (a quota 107,7); invece, nel commercio al dettaglio si stima un aumento dell’indicatore (da 97,6 a 99,8). A livello settoriale, nel comparto manifatturiero migliorano i giudizi sugli ordini mentre le attese sulla produzione sono in calo, il saldo dei giudizi sulle scorte di magazzino aumenta leggermente. Nelle costruzioni si registra un diffuso miglioramento dei giudizi sugli ordini a cui si uniscono stime in calo per le aspettative sull’occupazione. Per quanto riguarda i servizi, l’evoluzione negativa dell’indice di fiducia riflette un peggioramento sia dei giudizi sia delle attese sugli ordini. I giudizi sull’andamento degli affari sono invece in miglioramento. Passando al commercio al dettaglio, l’Istituto nazionale di statistica segnala che i giudizi sulle vendite sono in peggioramento ma si stima un aumento delle aspettative sulle vendite future. Le scorte di magazzino sono giudicate in decumulo.

«Il marcato calo dell’indice del clima di fiducia dei consumatori a maggio – è il commento dell’Istat – interrompe la sostanziale tenuta registrata nei primi quattro mesi del 2018. A maggio la fiducia dei consumatori raggiunge il valore più basso dallo scorso settembre (ad agosto era pari a 111,3). Al calo dell’indice hanno contribuito i giudizi e soprattutto le attese sulla situazione economica del paese, fortemente peggiorate.

 

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