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Famiglie: in calo il potere d’acquisto nel primo trimestre

La flessione, spiega l'Istat, «deriva da una crescita della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo»
di Redazione

Nel primo trimestre 2018 il reddito disponibile lordo delle famiglie consumatrici è aumentato dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. A fronte di un aumento del deflatore implicito dei consumi dello 0,4%, il potere d’acquisto è diminuito dello 0,2%.

La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici, calcolata come rapporto percentuale tra il risparmio lordo e il reddito disponibile lordo corretto per tener conto della variazione dei diritti netti delle famiglie sulle riserve tecniche dei fondi pensione, nel primo trimestre 2018 è stata del 7,6%, in calo di 0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Tale flessione deriva da una crescita della spesa per consumi finali più sostenuta rispetto a quella registrata per il reddito disponibile lordo (+0,8% e +0,2% rispettivamente).
Il tasso di investimento delle famiglie consumatrici, calcolato come rapporto tra investimenti fissi lordi e reddito disponibile lordo, nel primo trimestre del 2018 è stato pari a 5,9%, a fronte di un aumento degli investimenti fissi lordi e del reddito lordo disponibile dello 0,2%.
Per quanto riguarda invece le società non finanziarie, la quota di profitto nel primo trimestre del 2018 è stata pari al 41,6%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. In termini congiunturali, la lieve crescita di questo indicatore è il risultato di un aumento del risultato lordo di gestione pari a quello del valore aggiunto (+0,5%).
Il tasso di investimento delle società non finanziarie nel primo trimestre del 2018 è stato del 21,3%, in flessione di 0,7 punti percentuali rispetto al trimestre precedente, in corrispondenza di una diminuzione degli investimenti fissi lordi del 2,6%

 

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