Eurozona, ad agosto indice PMI in rallentamento: 54.6 punti dai 55.1 di luglio | T-Mag | il magazine di Tecnè

Eurozona, ad agosto indice PMI in rallentamento: 54.6 punti dai 55.1 di luglio

Ad agosto l’indice PMI di Markit, che misura l’attività del settore manifatturiero dell’Eurozona, si è attestato a 54.6 punti. Un risultato che mostra un’indebolimento dell’attività rispetto a luglio, quando l’indicatore era a 55.1 punti. Tra le principali economie il dato peggiore è quello italiano, con 50.1 punti, a fronte dei 53 punti della Spagna, dei 53.5 della Francia, dei 53.9 della Grecia, dei 55.9 della Germania, dei 56.4 dell’Austria, dei 57.5 dell’Irlanda e dei 59.1 dei Paesi Bassi. «Per quanto le imprese manifatturiere dell’eurozona – spiega Chris Williamson, Chief Business Economist di IHS Markit – abbiano riportato ad agosto l’ennesimo forte aumento della produzione, tutto ciò potrebbe cambiare a causa della crescita modesta delle nuove commesse, la più bassa degli ultimi due anni, e alle maggiori preoccupazioni sul futuro. Il rallentamento della domanda, rispetto al passo spedito registrato a inizio anno, è stato provocato principalmente dalle commesse estere, che sono aumentate al tasso più modesto in quasi due anni. Tale rallentamento delle esportazioni può essere, in parte, attribuito all’apprezzamento dell’euro in confronto ad inizio anno, anche se le aziende hanno riportato segnali di raffreddamento della domanda e una maggiore avversione al rischio. Le preoccupazioni circa le guerre commerciali e l’effetto negativo sulle tariffe, così come Brexit e altri timori di natura politica, hanno contribuito ad affievolire l’ottimismo sulle prospettive per l’anno prossimo. L’ottimismo delle imprese è il secondo più basso da novembre 2015.Non è sorprendente che in queste condizioni ambientali la creazione di nuovi posti di lavoro sia scivolata ai livelli più bassi degli ultimi diciotto mesi. Un fattore positivo rimane il contenimento dei prezzi, che ha contribuito all’aumento più contenuto dei prezzi di vendita in un anno e che potrebbe contribuire a ridurre l’inflazione dei prezzi al consumo durante i prossimi mesi».

 

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