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La crescita dei consumi prosegue, ma a rilento

Nel 2018 le stime di Confesercenti prevedono una crescita dei consumi dell'1%, il valore più basso dal 2014. Pesano la sfiducia delle famiglie e l'indebolimento del potere d'acquisto
di Redazione

Secondo l’analisi del Centro Europa Ricerche per Confesercenti sui consumi degli italiani per il 2018, si prevede un saldo inferiore di 0,4 punti rispetto le attese, con una crescita annua ferma all’1%, ovvero il risultato che registra la crescita meno incisiva dal 2014. A determinare in modo negativo sul calo dei consumi degli italiani concorrono fattori quali l’indebolimento del potere d’acquisto, la cui crescita si è dimezzata dal 2016, fino a raggiungere lo 0,7% di quest’anno, e l’indebolimento del clima di fiducia delle famiglie consumatrici scoraggiate per un quadro economico percepito come poco favorevole – tra gennaio ed agosto del 2018, come ricorda Confesercenti, l’indice di fiducia delle famiglie è sceso dello 0,3%, contro la crescita del 2,6% registrata nello stesso periodo del 2017 – che rende difficile effettuare stime positive per i prossimi anni.

L’analisi avanza previsioni al ribasso anche per il prossimo biennio, il 2019 dovrebbe confermare la crescita dell’1% mentre nell’anno successivo si potrebbe arrestare allo 0,7%. I dati percentuali equivalgono, in termini monetari, ad una spesa di 5 miliardi annui in meno rispetto alle previsioni per il triennio 2018-2020. Il rallentamento dei consumi peserà negativamente anche sul Pil, dal momento che la domanda interna a questi livelli non può essere considerata motore dell’economia italiana: il 2018 dovrebbe registrare una variazione del Pil del +1,3%, valore ridimensionato rispetto alle aspettative indicate nel DEF che stimavano in un aumento dell’1,5%. Contestualmente alla crescita contenuta dei consumi previsti per il prossimo biennio, anche l’aumento del Prodotto interno lordo dovrebbe rallentare con variazioni positive dell’1,2% per il 2019 e dell’1,1% nel 2020.

Le stime di Confesercenti sono state effettuate partendo dall’ipotesi che non scattino gli aumenti dell’Iva, in caso contrario il quadro, che si prospetterebbe peggiore, mostrerebbe che la variazione dei consumi sarebbe dello 0,8% già nel 2019 e appena sopra lo stallo, 0,3%, nel 2020. Di conseguenza, secondo l’analisi, anche la crescita del Pil risulterebbe ridimensionata, con variazioni che scenderebbero all’1,1% nel 2019 e fino allo 0,8% nel 2020.

 

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