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Università: gli studenti e i test di ingresso di medicina

In aumento i posti disponibili, ma le probabilità di riuscire ad entrare non sono molte: circa un aspirante medico su sei
di Redazione

Inizia oggi, per concludersi il 26 ottobre, il periodo dedicato ai test d’ingresso per le facoltà universitarie a numero chiuso, che come ogni anno non saranno esenti da critiche e proteste, dato che secondo le stime in 18 anni di numero chiuso oltre un milione di studenti sono stati scartati. Aprirà questa serie di appuntamenti il test di medicina forse il caso più discusso ed emblematico: questa mattina, infatti, sono stati 67.005 gli studenti che hanno tentato di superare le temute 60 domande a crocette, a fronte dei 9.779 posti disponibili in tutta Italia, con probabilità di riuscire ad entrare di un aspirante studente su sei.

Un sondaggio di Skuola.net ha tracciato il profilo dell’aspirante matricola di medicina, da cui emerge che il 68% sono neodiplomati, mentre per la restante parte non è il primo tentativo, il 55% di essi ci prova per la seconda volta, mentre il 19% ammette di essere alla terza opportunità. Soprattutto per coloro che non sono alla prima esperienza, la preparazione è meticolosa e le reminiscenze scolastiche non bastano: il 46% delle aspiranti matricole hanno utilizzato testi specifici e oltre il 30% ha scelto di affidarsi a corsi preparatori o insegnanti privati. Ne risulta che per prepararsi alla prova di oggi il 26% dei candidati ha speso più di 500 euro, il 15% tra i 500 e i 300 euro, mentre il 31% tra i 100 e i 300 euro. Alle spese relative allo studio va aggiunto il costo del test d’ingresso stesso che, nonostante i parametri nazionali, può oscillare tra i 10 euro (richiesti dalla Bicocca di Milano) e i 100 euro (per la Vanvitelli di Napoli e la Avogadro di Vercelli) in base all’ateneo a cui si inoltra la domanda, con un giro d’affari calcolato intorno ai tre milioni di euro.

I calcoli che le matricole devono fare non sono però solo monetari, la strategia sta anche nello scegliere il giusto ateneo. Infatti se gli studenti che riescono a passare lo sbarramento sono in media uno su sei, a Milano solo un candidato su 10 sarà tra i fortunati, mentre a Trieste uno su cinque. Una novità importante quest’anno è l’aumento del numero di posti disponibile, se nel 2017 si concorreva per 9.100 immatricolazioni, quest’anno sono aumentate di 679 unità, a fronte di 98 domande inoltrate in più.

In generale sono 83.127 gli studenti che si sono iscritti per sostenere un test del sistema di sbarramento previsto per legge, oltre a medicina, 7.986 proveranno per Architettura, 8.136 per Veterinaria e 7.660 per medicina in lingua inglese.

 

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