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Italia-Germania: due nazioni allo specchio

Un confronto tra i due paesi a pochi mesi dalle elezioni europee di maggio 2019, nel sondaggio Tecnè commissionato dalla Fondazione Di Vittorio e dalla Fondazione Ebert
di Redazione

Dalla situazione economica al giudizio sull’Unione europea, Italia e Germania presentano punti di vista molto diversi. Nel maggio del 2019 i cittadini europei saranno chiamati a votare per il loro nuovo Parlamento. Secondo molti osservatori saranno le elezioni europee più importanti di sempre. La Fondazione Di Vittorio e la Fondazione Ebert hanno perciò commissionato un doppio sondaggio – in Italia e in Germania – per capire di più sugli orientamenti dei cittadini dei due paesi. Come vedono il ruolo delle due nazioni all’interno dell’UE, quali opinioni hanno dell’Unione, quali sono i loro orientamenti per il voto? Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto di ricerca Tecnè a fine novembre e i primi risultati sono stati presentati oggi, 13 dicembre 2018, a Roma.

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Le prime differenze che risaltano agli occhi riguardano le situazioni economiche familiari rispetto ad un anno fa e tra 12 mesi. Se in Italia prevale un certo pessimismo (appena il 4% degli intervistati osserva un miglioramento nel corso dell’ultimo anno e solo l’8% è convinto che migliorerà prossimamente), in Germania la quota di giudizi positivi è decisamente superiore. Una percezione che varia, però, anche nell’esprimere un parere sull’andamento economico del nostro paese. In Germania ritengono ad esempio, molto più di noi, che le condizioni siano migliorate rispetto ad un anno fa, ma sono meno ottimisti se c’è da riflettere sulla situazione tra 12 mesi. Circostanza che può dipendere anche dai diversi punti di vista su Unione europea e sulle critiche della Commissione di Bruxelles alla manovra economica dell’Italia. Eppure, nonostane un euroscetticismo crescente in Italia e un europeismo tutt’altro che convinto in Germania, italiani e tedeschi (pur con qualche differenza in termini percentuali) in grande maggioranza rispondono che è meglio restare nell’UE, così come – in questo caso in percentuali identiche, al 64% – viene considerato opportuno restare nell’euro.

Se la mancanza di lavoro (68%) e le tasse troppo elevate (52%) sono i problemi maggiormente sentiti in Italia, l’immigrazione (50%) e le pensioni troppo basse (46%) sono i temi che di più impensieriscono i tedeschi. Se si votasse oggi per il Parlamento europeo, Lega e M5S risulterebbero essere le prime forze politiche in Italia, rispettivamente con il 32% e il 26% dei consensi (a seguire il Pd con il 18). In Germania la Cdu otterrebbe il 21%, in calo rispetto alle elezioni federali tedesche del 2017, mentre i Verdi farebbero un balzo in avanti (dall’8,9% del 2017 al 19% di adesso). AfD avanzerebbe ancora, dal 12,6% al 15%; male l’SPD che calerebbe al 14% dal 20,5% del 2017.

[per consultare l’indagine Tecnè in collaborazione con la Fondazione Di Vittorio e la Fondazione Ebert, sfogliare la gallery]

 

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