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Milano la città più vivibile d’Italia

Il Sole 24 Ore incorona per la prima volta il capoluogo lombardo nella classifica per qualità della vita
di Redazione

La 29° edizione della classifica Qualità della vita, stilata da Il Sole 24 Ore, incorona per la prima volta Milano, la provincia ottiene il punteggio migliore salendo di sette posizioni rispetto l’anno precedente e posizionandosi davanti a Bolzano e Aosta. La provincia di Milano aveva sfiorato il primo posto già altre quattro volte, l’ultima nel 2016, da cui era caduta all’ottavo posto nel 2017. Questa edizione conquista la vetta posizionandosi sul podio sette volte per i 42 indicatori di benessere analizzati, primeggiando in particolar modo nelle variabili reddituali.

La classifica fotografa e definisce la vivibilità delle province in base a 42 indicatori di benessere, raggruppati in sei macro aree: “Ricchezza e consumi”, area in cui primeggia Milano, grazie alle posizioni ottenute negli indicatori di Pil pro capite e ricchezza, e in generale domina questa classifica parziale il Nord Est; “Affari e lavoro”, in cui spicca ancora una città del Nord, Bolzano, anche se i primi posti sono principalmente delle province del Centro Nord, nello specifico Grosseto e Ascoli Piceno; nell’area “Ambiente e servizi”, che comprende variabili quali spesa sociale e servizi offerti, primeggia Trieste; “Giustizia e sicurezza”, che tra le altre cose valuta la rapidità dei tribunali, vede in cima Ravenna e Ferrara; la macro area “Cultura e tempo libero” vede sul podio parziale rispettivamente Rimini, Firenze e Roma, mentre Milano al 10° poso ottiene il miglior suo punteggio, terzo posto, nell’indicatore di “spettacoli e spesa al botteghino”, anche “Demografia e società” vede ai primi posti città del Nord, pur essendo l’unica area in cui le province del Sud recuperano leggermente punteggi. Di conseguenza e ultime 25 posizioni della classifica sono tutte occupate da province del Sud Italia, con la peggiore che è Vibo Valentia, che vede scendere nella classifica di nove posizioni.

In particolar modo l’andamento delle province pugliesi, Bari e Lecce, che recuperano rispetto alla classifica precedente rispettivamente nove e dodici posizioni, in controtendenza con le altre quattro province, Brindisi, BAT, Taranto e Foggia, che cadono nella top ten negativa della graduatoria. Tra le grandi città italiane Roma resta stabile al 21° posto, mentre Napoli 13 posizione, nonostante il continuo peggioramento degli indicatori di sicurezza, giustizia e lavoro.

 

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