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Società in trasformazione: come cambiano le relazioni interpersonali

Nel Bes 2018, l'Istat rileva un peggioramento della disponibilità di una rete amicale e parentale alla quale fare riferimento. Una breve indagine
di Redazione

Sarà che cambiano le abitudini, che diminuisce o aumenta – spesso sulla base delle condizioni economiche personali o familiari – la quota di tempo libero che riusciamo a dedicare alle nostre attività preferite, sarà che interagiamo molto di più online. Fatto sta, però, che mutano le nostre relazioni sociali. L’Istat, nell’ultima edizione del Rapporto sul benessere equo e sostenibile, rileva un peggioramento della disponibilità di una rete amicale e parentale alla quale fare riferimento: quanti dichiarano di avere parenti, amici o vicini su cui contare passano dall’81,7% all’80,4%, con una flessione che si concentra soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, che già presentavano i livelli più bassi. Probabilmente non siamo ai livelli temuti in uno studio britannico di parecchi anni fa, che paventava il rischio di una società sempre meno “amica” – da intendersi come la possibilità, per una persona, di considerare qualcuno un amico autentico –, ma che siano avvenute delle trasformazioni nelle relazioni interpersonali è cosa da mettere effettivamente in conto.

A tale trasformazione possono avere contribuito la crisi economica e i recenti stravolgimenti politici – elementi che possiamo anche considerare uno conseguenza dell’altro –, senza dimenticare una crescente alienazione dovuta in parte alla tecnologia che ha modificato le nostre abitudini e i nostri passatempi (smartphone e tablet, tv on demand e videogame, social media, un po’ di queste cose messe insieme). Di recente il Censis ha scattato una fotografia non troppo lusinghiera dell’attuale società italiana, descritta come incattivita e spesso diffidente.

Se alcune analisi hanno messo in luce come le reti amicali siano rimaste stabili nel corso degli anni, dall’altra parte sono spesso risultate in calo le frequentazioni (in particolare è in diminuzione il numero di persone che afferma di frequentare amici tutti i giorni). Nel 2015, da uno studio Tecnè sugli italiani nel pieno della crisi, emergeva tra gli intervistati un 31% che affermava di sentirsi spesso solo, senza alcuna rete familiare o di amici cui poggiarsi, nonostante il 56% si dichiarasse soddisfatto dei rapporti familiari e il 66% delle relazioni di amicizia. Tuttavia, quelli molto soddisfatti, erano solo il 10% e il 20%.

Nel 2017, invece (torniamo ai dati Istat contenuti nel Bes 2018), rimane stabile la soddisfazione per le relazioni familiari: la quota di persone di 14 anni e più che si dichiarano molto soddisfatte si attesta al 33%. Ma peggiora lievemente la soddisfazione (piena) per la rete amicale che passa dal 23,6% al 23,1%. Una precisazione, recuperando dati Istat di inizio anno sulla soddisfazione dei cittadini per le condizioni di vita, riguarda proprio il grado di soddisfazione: quanti nel 2017 – un periodo in cui si stabilizza la percezione di miglioramento per la situazione economica – affermano di essere molto o abbastanza soddisfatti sono l’81,7%, dunque una soglia che resta elevata pur tuttavia registrando una lieve contrazione. Nel complesso, infine, nello stesso anno, la quota di persone che esprimono fiducia negli altri si conferma piuttosto bassa (19,8%), in linea con il dato osservato nel 2016. Mentre continua anche nel 2017 il calo della partecipazione politica (“parlare di politica”, “informarsi”, “partecipare on line”). Dopo la diminuzione di 3,3 punti percentuali già osservata nel 2016 – rileva sempre l’Istat nel Bes 2018 –, il 2017 registra un ulteriore calo di 3,7 punti percentuali, attestandosi così al 59,4%, il valore più basso dal 2011.

 

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