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Calcio e violenza, diamo qualche numero

Il caso di Milano riaccende i riflettori su una questione di fondamentale importanza: la sicurezza durante gli eventi sportivi
di Redazione

È morto oggi il tifoso dell’Inter di 35 anni, che ieri sera, mercoledì 26 dicembre, era stato investito prima della partita Inter-Napoli, disputata a San Siro e vinta dai nerazzurri. Durante gli scontri erano stati accoltellati quattro tifosi napoletani. Poi si è registrato il caso dei cori razzisti indirizzati al calciatore Koulibaly: questa, in sintesi, la cronaca. Ma tanto basti, se si considera che il questore di Milano ha chiesto di vietare «le trasferte dell’Inter fino alla fine del campionato e la chiusura della curva fino a marzo 2019, per cinque partite». Intanto due ultrà interisti sono stati arrestati e un terzo è stato identificato. Mentre scriviamo si sta anche valutando uno stop al campionato.

La richiesta del questore è severa, ma coerente rispetto alla situazione grave che si è verificata. Il calcio resta violento, nostro malgrado e nonostante campagne informative e di sensibilizzazione: i recenti casi di aggressioni ai danni di direttori di gara nei campionati dilettantistici la dicono lunga al riguardo. In Francia c’è un precedente di pochi mesi fa – situazione che potrebbe riguardare anche l’Italia, dato che l’ipotesi di una maggiore responsabilità durante gli eventi delle società coinvolte è stata oggetto di discussione politica –, con il PSG che ha provveduto a ritirare gli abbonamenti di persone identificate dopo gli scontri avvenuti in occasione della partita di Champions di ottobre tra i parigini e la Stella Rossa.

La violenza nel calcio resta comunque un tema di particolare rilevanza. I numeri relativi alla passata stagione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive relativi ai campionati professionistici di A, B e Lega Pro – a fronte di una ripresa della partecipazione di pubblico allo stadio e contestualmente di 145 incontri in meno rispetto all’anno prima – registrano un aumento degli incontri con feriti (da 52 a 63), tuttavia una lieve diminuzione generale dei feriti (da 48 a 46), compensata però dall’incremento di feriti tra le forze dell’ordine (da 46 a 58). Tra gli steward i feriti sono passati da otto a 17, le persone arrestate sono aumentate da 29 a 72 e quelle denunciate sono cresciute di 72 unità, da 951 a 1.023.

C’è un però da sottolineare. Quanto accaduto ieri a Milano continua ad essere osservato di tanto in tanto anche in altre città italiane, ma non è più la prassi. Perché risultano in verità praticamente nulli gli incidenti allo stadio o nelle immediate vicinanze – rileva il rapporto –, «mentre si registra una pericolosa ripresa di condotte delinquenziali/incivili lungo le vie di trasporto, specie stradali, passati da 93 a 120 episodi. Protagonisti in tale ambito i tifosi della serie A (da 45 a 65), seguiti dalla Lega Pro (da 23 a 35) ed infine la serie B (da 25 a 20)».

 

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