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Condizioni economiche delle famiglie: la ripresa resta fragile

Nel 2018 aumenta la quota di quanti dichiarano migliorata la propria situazione, ma tra il 2016 e il 2017 erano cresciute sia l’incidenza di povertà assoluta sia quella relativa. I consumi stentano a decollare

di Redazione

Se tra il 2016 e il 2017 si potevano osservare ancora criticità – nel periodo di riferimento, infatti, erano cresciute sia l’incidenza di povertà assoluta sia quella relativa –, è nel 2018 che si cominciano a vedere risultati positivi, almeno nella componente di quanti dichiarano migliorate le proprie condizione economiche.

Nel rapporto Noi Italia 2019 dell’Istat si apprende che nel 2017 la povertà assoluta coinvolgeva il 6,9% delle famiglie residenti e rispetto al 2016 peggioravano le condizioni delle famiglie con un figlio minore, con anziani e dove erano presenti più nuclei familiari. Il 12,3% delle famiglie era relativamente povero, per un totale di nove milioni 368 mila persone. L’incidenza di povertà relativa era decisamente elevata tra le famiglie con persona di riferimento occupata in posizione di operaio e assimilato e nelle famiglie dove sono presenti stranieri.

«Nel 2016 – spiega ancora l’Istat –, le famiglie residenti in Italia hanno percepito un reddito disponibile netto pari, in media, a 30.595 euro (circa 2.550 euro al mese). Tuttavia, data l’asimmetricità della distribuzione dei redditi, la maggioranza delle famiglie ha conseguito un reddito inferiore all’importo medio. Il valore mediano, infatti, che fornisce il livello di reddito che equiripartisce la distribuzione, mostra che il 50% delle famiglie residenti in Italia ha percepito un reddito netto non superiore a 25.091 euro (circa 2.091 euro al mese)». Nel 2017, però, si sono ridotti «fortemente» i soggetti che vivono in famiglie gravemente deprivate. Mentre trend altalenanti si sono osservati sul fronte dei consumi: pur in crescita per il quarto anno consecutivo, la spesa media mensile delle famiglie residenti in Italia rimanev nel 2017 al di sotto del livello del 2011. Il 17,8% del totale era destinato ai prodotti alimentari e bevande analcoliche, l’82,2% alla spesa per beni e servizi non alimentari. Lo scorsoa anno, invece, la quota di persone soddisfatte per la propria situazione economica è cresciuta rispetto al 2017, con un aumento della quota di coloro che si dichiarano sia abbastanza soddisfatti sia “molto soddisfatti”.

Nel contesto europeo (anno di riferimento 2017), tra i paesi dell’Unione europea l’indicatore di grave deprivazione materiale mostra il valore più elevato in Bulgaria (30%) e supera il 20% in Grecia. I paesi che presentano i valori più contenuti sono la Svezia, il Lussemburgo, la Finlandia e i Paesi Bassi (inferiori al 3%). Si posizionano al di sotto della media europea tra gli altri anche Germania, Regno Unito, Francia e Spagna (tra il 3,4% e il 5,1%), mentre l’Italia (10,1%) la supera di 3,5 punti percentuali.

(fonte: Istat)

 

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