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Nel 2018 un omicidio su due commesso da un familiare della vittima

L’ultimo rapporto dell’Eures sottolinea che i delitti si sono dimezzati dal 2000 a oggi, ma non quelli dentro le mura domestiche

di Redazione

Stando al rapporto dell’Eures, “Omicidio in famiglia”, in Italia nel 2018, 163 vittime di omicidio volontario su 329 sono state uccise all’interno dell’ambito familiare. La percentuale,  che si attesta al 49,5% degli omicidi volontari, è la più alta di sempre registrata nel nostro Paese. Di queste 163 vittime, 109 sono donne (il 67%) a fronte di 54 vittime di sesso maschile (33%).

Un dato, quello degli omicidi di donne, che si aggrava se si tiene conto che le vittime femminile nel 2018 sono state 130: quindi vuol dire che ben l’83,4% delle donne uccise in Italia ha trovato la morte per mano di un familiare o di un partner o ex partner. Numeri che crescono maggiormente al Sud, dove sono stati registrati 65 vittime, con un aumento del 14% rispetto al 2017 quando ne furono registrate 57.  Crescita di denunce anche al centro dove, le morti sono salite da 28 a 30, con un aumento del 7%. Diminuiscono, invece, al Nord, dove passano da 81 a 68, con un calo del 16%.

Secondo i dati del Rapporto, le vittime più colpite sono gli anziani, con gli over 65 che raggiungo il 30,1% del totale. Inoltre, si alza l’età media che passa da 45 anni nel 2000 a 48,8 nel 2018. Secondo l’Eures, il dato in crescita è dovuto anche all’aumento dei cosiddetti pietatis causa, cioè quegli omicidi commessi dall’autore per porre fine ad una condizioni di disagio estremo della vittima (grave malattia, demenza senile ecc.) da esso ritenuta insostenibile. Infatti, stando sempre a quanto riportato, sono ben 23 i casi di questi omicidi nel 2018. Il maggior numero di uccisioni, il 49,1%, è stata registrato tra coniugi, ex coniugi o ex partner, con ben 80 vittime totali, di cui 73 donne e sette uomini, vale a dire il 91,3% contro l’8,7%.

Sale anche il numero di vittime derivanti da problemi tra genitore e figli, con ben 31 figlicidi, con una crescita del 47,6% rispetto al 2017. Di questi 31, 20 sono stati commessi da padri, mentre 11 dalle madri. La responsabilità delle madri è stata esclusiva nei quattro omicidi di figli di età inferiore ad un anno, scendendo al 40% nella fascia di età successiva (due figli di 1-5 anni uccisi dalla madre e tre dal padre), al 33,3% nella fascia 6-13 anni (2 a fronte di 4 figli uccisi dai padri) e attestando al 18,8% nei figlicidi degli over13 83 sui 16 compiuti). Numeri che nei primi cinque mesi del 2019 continuano a crescere: infatti, sono stati commessi ben 64 omicidi rispetto ai 58 dello stesso periodo dell’anno precedente.

A registrare la crescita più alta sono gli omicidi all’interno della coppia che passano da 29 a 32, i genitoricidi sono passati da sette a nove, i fratiricidi da cinque a tre. Rispetto al 2018 si registra un netto aumento di vittime maschili, che passano da 15 a 29, mentre calano le vittime femminili da 43 a 35.

Infine, ben 65 morti sono state causate con arma da fuoco, che risulta lo strumento più utilizzato negli omicidi. Dato che sale del 97% rispetto al 2017. In almeno 64,6% dei casi in cui le vittime sono state uccise con armi da fuoco, l’autore risultava in possesso di un regolare porto d’armi. I figlicid, con il 51,1% delle vittime, e gli omicidi di coppia, con il 36,3%, sono stati causati da arma da fuoco.

 

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