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Lavoro, oltre due milioni di Neet nel nostro Paese

A ricordarlo è l’ultimo rapporto di Unicef Italia, basato su dati Istat

di Redazione

La nuova ricerca di Unicef Italia, Il silenzio dei Neet. Giovani in bilico tra rinuncia e desidero, fotografa la condizione dei giovani che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi di formazione sulla base degli ultimi dati Istat disponibili, secondo cui sono due milioni e 166 mila giovani, che rappresentano il 23,4% dei 15-29enni italiani. 

A rientrare nella definizione di Neet sono soprattutto, nel 47% dei casi, giovani tra i 25 e i 29 anni, seguiti dalla fascia d’età dei 20-24enni, di cui non lavora né studia il 38%, e ultimi per consistenza i giovanissimi tra i 15 e i 19 anni, che più facilmente degli altri sono ancora inseriti in percorsi di studio.

A sfatare il mito dei giovani “fannulloni”, i dati mostrano che il 41% dei Neet è un cerca della prima occupazione, la maggior parte di loro, il 49%, ha ottenuto un diploma superiore, mentre l’11% è laureato, a fronte di un 40% che ha conseguito un titolo di studio più basso.

A livello territoriale, la percentuale più alta di Neet è nel Mezzogiorno, dove arrivano al 34%, nel Centro Italia sono il 19,5% dei giovani, mentre nel Nord scendono al 15,5%, con picchi in Sicilia dove l’influenza raggiunge il 38,6% della popolazione e in Calabria, 36,2%.

Pur essendo in costante calo rispetto a quello all’apice toccato nel 2014 del 26,2%, il dato italiano resta comunque il più alto in Europa, seguito dalla Grecia, dove il 19,5% dei giovani è classificabile come Neet, dalla Bulgaria e dalla Romania, dove le percentuali arrivano rispettivamente a 18,1% e 17%.

Il progetto Unicef sottolinea la condizione di disagio e il rischio di esclusione sociale in cui si trovano i giovani Neet e mira a «migliorare le capacità di un territorio di fare sistema nel costruire politiche attive e partecipative», come afferma il presidente di Unicef Italia, Francesco Samengo, con interviste e focus group in tre città italiane: Napoli, decima provincia per incidenza di giovani Neet, Taranto e Carbonia, rispettivamente 19esima e 12esima.

 

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