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Cosa dicono gli ultimi dati sul riscaldamento globale

L’anno appena finito, tra i più caldi di sempre, ha concluso il decennio in cui si sono registrate le temperature più alte, sia in Italia che in Europa. Il 2019 è stato però anche l’anno della presa di coscienza della centralità della questione climatica. 

di Redazione

Il 2019, con il secondo dicembre più caldo per l’Italia da oltre un secolo a oggi, ha chiuso con un’anomalia di 0,96 gradi centigradi sopra la media, risultando così il quarto anno – dopo il 2014, il 2015 e il 2018 – più caldo della storia. Finisce così, stando a quanto rilevato da la Banca dati di climatologia storica dell’Istituto di scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr, il decennio più caldo della storia. Secondo i dati, ognuno dei quattro decenni dal 1980 ad oggi ha fatto registrare temperature più alte del precedente, con una crescita media di 0,45 gradi ogni dieci anni. Confrontando il 2019 con il periodo di riferimento, quindi dal 1981 al 2010, il mese di dicembre ha registrato 1,9° in più rispetto alla media. 

La tendenza dell’aumento delle temperature è evidente su scala europea e globale. Per quanto riguarda l’Europa, secondo il Copernicus Climate Change Service, il 2019 è stato l’anno più caldo mai registrato, dopo cinque anni di trend analogo. Nello specifico, il mese di dicembre è stato più caldo di 3,2° rispetto alla media del periodo 1981-2010. In generale in Europa tutte le stagioni hanno avuto temperature superiori alla media, e, seppure nessuna singolarmente abbia fatto registrare record, l’anno passato è stato il più caldo mai registrato. 

A livello globale, il riscaldamento più marcato rispetto alla media del recente periodo di riferimento, è stato rilevato in Alaska e in altre parti dell’Artico, anche se la maggior parte delle aree terresti ha segnato temperature più elevate della media. In controtendenza solo il Canada centrale e sudorientale che invece ha fatto registrare temperature medie annue minori. Il 2019, oltre ad essere l’anno più caldo, è stato anche l’anno della consapevolezza climatica: Greta Thunberg è stata eletta come persona dell’anno dal Time, l’attivismo studentesco si è fatto sentire e la presa di coscienza dell’emergenza ha coinvolto anche la politica con la diffusione dello stato di emergenza climatica e il Green Deal proposto dall’Ue.

E non poteva essere altrimenti visti gli incendi che hanno devastato la Siberia, l’Amazzonia, la California e in modo ancora più evidente l’Australia in questi ultimi giorni. Osservando gli eventi, (benché non si possa parlare di tendenza climatica) l’emergenza climatica è evidente e sembra ormai superato fare previsioni nefaste sulle conseguenze del cambiamento climatico. 

 

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