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Così l’export italiano nei primi 11 mesi del 2019

A novembre si registra un calo rispetto allo stesso mese del 2018. La domanda dei paesi UE resta debole, positivo il contributo degli Stati Uniti. Crescono le vendite verso Mosca, soprattutto farmaceutica e meccanica strumentale

di Redazione

Come sono andati i primi 11 mesi del 2019 per le esportazioni italiane di beni nel mondo? A fare il punto è l’ufficio studi di Sace: «Nel mese di novembre le esportazioni di beni in valore si sono contratte del 3,2% rispetto allo stesso mese del 2018, con una debole domanda sia nei mercati dell’Unione europea che extraUE; verso queste ultime pesa il dato negativo della cantieristica navale. Il solo calo tendenziale di novembre di meccanica strumentale, metalli ed elettronica influenza negativamente il risultato di due punti percentuali. A novembre le esportazioni sono diminuite del 4,2% rispetto a ottobre. La performance del trimestre settembre-novembre è però positiva e pari a 1,4% rispetto ai tre mesi precedenti, grazie al contributo dei paesi extra-UE».

La domanda dei paesi UE, spiega l’ufficio studi Sace, rimane debole, con performance positive in Francia (+2,3% tra gennaio e novembre) e Regno Unito (+5%) dove la domanda di farmaceutica è in forte crescita. In lieve contrazione Germania e Spagna (primo e quarto mercato di destinazione dell’export italiano). Nell’area extra-UE, nei primi undici mesi, si conferma positiva la domanda di Giappone, Svizzera e Stati Uniti, buoni segnali anche da Paesi Asean (+6,1%) e Russia (+4,5%). In contrazione l’export verso Cina e Mercosur. Le vendite verso Mosca crescono a un buon ritmo sostenute soprattutto da farmaceutica (+138% tendenziale in undici mesi), meccanica strumentale e prodotti in metallo.

Le esportazioni con destinazione Usa continuano l’espansione grazie a performance positive in quasi tutti i settori – eccezion fatta per l’automotive. Quest’ultimo e treni e materiale rotabile sono invece gli unici comparti dei beni di investimento in cui l’export italiano verso il Mercosur risulta in crescita. Sull’export verso l’area pesano negativamente anche prodotti alimentari (-6,1%) e chimica (-2,4%).

In termini di raggruppamenti principali di industrie, i beni di consumo si confermano i più dinamici (+8,4%, nei primi undici mesi), grazie soprattutto ai beni non durevoli (+9,9%). Rimane moderata e in calo la crescita delle esportazioni di beni di consumo durevoli (+1,6%). La domanda oltreconfine di beni intermedi resta positiva ma debole (+0,9%). Torna invece in flessione, dopo la buona performance di ottobre, l’export di beni strumentali (-1,5%), che continua a risentire dell’incertezza del quadro globale.

Molto positive le vendite oltreconfine di farmaceutica con ottime performance sia nei paesi avanzati (quali Germania, Stati Uniti e Giappone) che negli emergenti (specie in Cina e India). Bene anche i prodotti in metallo, in contrazione nei paesi europei ma trainati dall’area extra-UE (Svizzera, Turchia, Giappone e India). In flessione invece le esportazioni italiane di autoveicoli, con performance particolarmente negative in Cina, Germania, Spagna e nei già citati Stati Uniti. Il comparto sta infatti risentendo della debolezza della domanda internazionale.

(fonte: ufficio studi Sace)

 

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