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Coronavirus, come stanno reagendo il calcio e gli altri sport

Stipendi tagliati, campionati e coppe sospesi. Come si sta adeguando “il mondo del pallone” al coronavirus

di Redazione

Il calcio si è fermato davanti al coronavirus e nella fase 1, quella del lockdown, ha deciso di salvaguardare le proprie casse e sta cercando di capire come riprendere. Consapevole del danno causato dallo stop ai club, la Lega di Serie A ha raggiunto un accordo sul taglio degli stipendi dei calciatori: l’intesa prevede un sospensione di due mensilità, ma che ogni società è libera di trattare con i propri calciatori.

La Juventus è stata la prima a muoversi in questo senso, raggiungendo un accordo con i propri tesserati che prevede il taglio di quattro mensilità – marzo, aprile, maggio e giugno -, a patto che non si torni a giocare. A differenza dei bianconeri, gli altri 19 club intendono sospenderne solo due, una soluzione che gioverebbe maggiormente a Inter, Napoli, Roma e Milan, le squadre con un monte ingaggi superiore ai cento milioni di euro. Altre società (Lazio, Bologna, Fiorentina e Cagliari) stanno trattando con i propri calciatori la sospensione di una mensilità e lo spianamento della seconda sui mesi successivi. Quest’ultima opzione è anche quella più gradita dall’AIC – l’Associazione italiana calciatori – che si è detta contraria all’annullamento di due mensilità, definendola una scelta “folle”.

La Serie A non è l’unica a risentire economicamente di questo blocco: anche nelle leghe minori, le società non vorrebbero retribuire i calciatori durante questo periodo di inattività. Contraria, anche in questo caso, l’AIC, che, nell’opporsi a questa soluzione, ha sostenuto che i compensi riconosciuti ai giocatori di Lega Pro non sono stratosferici ma, in alcuni casi, appena sufficienti per il pagamento di mutui ed affitti.

Intanto il calcio italiano sta pensando alla fase 2, quella della ripresa. I vari club stanno cercando una soluzione per tornare in campo, aprendo anche le porte all’opzione di giocare fino ad agosto, con la Uefa che ha acconsentito allo svolgimento delle competizioni anche nei mesi estivi. Alla Serie A mancano 13 partite e al momento ci sono due opzioni: la prima vede un ritorno in campo entro metà maggio, con un calendario con partite ogni fine settimana più qualche turno infrasettimanale, per concludere la stagione così entro metà luglio. L’altra opzione, invece, è quella di una ripresa per i primi di giugno ma con un calendario fittissimo che prevede una partita ogni 3 giorni.

Oltre al campionato, poi, ci sarà da disputare la Coppa Italia: mancano ancora due semifinali di ritorno e la finale. Per quanto riguarda, invece, la Champions e l’Europa League, la Uefa ha creato due gruppi di lavoro per individuare dei periodi ideali per disputare gli ultimi turni. Anche qui le opzioni sono due: la prima è quella di continuare a giocare in concomitanza con i campionati, alla quale la Uefa ha dato la priorità, oppure rimandare il tutto alla fine delle competizioni nazionali. Il format delle due coppe europee cambierà: probabilmente verrà scelta la strada dei turni con partite secche, ma al momento è al vaglio anche l’opzione che vede una finale a 4 per la Champions e a 8 per l’Europa League.

E NEGLI ALTRI PAESI?

Al momento il calcio è fermo anche in altri Paesi, come in Spagna, dove proprio in queste ore la Liga e l’associazione calciatori stanno cercando un accordo sul taglio degli stipendi, mentre il Barcellona ha già annunciato un taglio del 70% delle mensilità di marzo e aprile. Un eventuale ritorno in campo non è stato preso neanche in considerazione.

Situazione analoga nel Regno Unito, dove il ministro della Sanità britannico ha invitato i calciatori a ridursi l’ingaggio. Un appello che non è stato ben accolto dai protagonisti della Premier League, ma che comunque di comune accordo hanno optato di passare una parte delle proprio entrate ai dipendenti che lavorano all’interno delle società e che in questo momento rischiano il posto di lavoro.

Chi invece è già passato alla fase 2 è la Bundesliga che ha fatto tornare in campo le proprie squadre, che dovranno seguire attente regole per svolgere gli allenamenti. Gruppi con al massimo cinque giocatori in campo e docce in spogliatoi separati o a casa. Intanto il campionato tedesco sta pensando anche a come riprendere il campionato, con il via che potrebbe essere il 2 maggio, basta che all’interno degli impianti non si superi il numero di 239 persone, tra calciatori, staff e addetti ai lavori.

Dunque, per un campionato che viene slittato a quest’estate, c’è un Europeo che viene spostato all’anno prossimo. Infatti, la Uefa, che come detto ha dato priorità a terminare questa stagione, ha deciso di slittare di un anno la competizione per le nazionali, dunque EURO2020 si disputerà a giugno-luglio 2021.

COME SI COMPORTANO LE FEDERAZIONI DEGLI ALTRI SPORT

Ma il calcio non è l’unico sport a pagare le conseguenze di questa emergenza: infatti, in Italia la Federugby e la Federbasket hanno deciso di annullare le stagioni senza assegnare i titoli. Negli altri sport internazionali invece, il tennis è costretto ad annullare per la prima volta dopo 134 anni il torneo più affascinante: quello di Wimbledon. Il torneo comunque, con un’assicurazione stipulata ai tempi della Sars nel 2003, vedrà entrare circa 100milioni nelle proprie casse. Per quanto riguarda i motori, sono in attesa di iniziare la propria stagione sia Formula 1 che MotoGp, ma al momento vedono annullarsi e rinviare Gran Premi giorno dopo giorno senza conoscere una data per la partenza. Infine, a malincuore, anche le Olimpiadi di Tokyo2020 sono state rinviate, andando a segnare così una pagina di storia dei Giochi olimpici che mai prima d’ora erano stati rinviati. Le Olimpiadi comunque si terranno nello stesso periodo ma del 2021 e la competizione si chiamerà sempre Tokyo2020. Insomma, il mondo dello sport sta cercando di resistere a questa fase 1, progettando la seconda.

 

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