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Le perdite della filiera agroalimentare

La fase due dell’emergenza coronavirus vede ancora prolungare i tempi di riapertura di bar, ristoranti, pizzerie e agriturismi. Ciò equivale ad un calo che consegne a domicilio e asporto riusciranno a compensare in minima parte

di Redazione

Il prolungamento del lockdown ha effetti diretti sui commercianti e lavoratori delle attività di pubblico esercizio, ma fa sentire i suoi effetti indiretti anche su tutta la filiera agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti che sale in questo modo a 5 miliardi, secondo l’ultima indagine Coldiretti/Ixè. Va considerato, infatti, il mancato incasso per prodotti di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco.

Da quanto emerge dall’analisi, dunque, a pesare sul settore agroalimentare è un mercato, quello dei pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa che prima dell’emergenza coronavirus rappresentava il 35% dei consumi alimentari degli italiani, circa 85 miliardi di euro in un anno. La possibilità di consegna a domicilio e, nei prossimi giorni, la possibilità di vendita d’asporto dovrebbe attenuare le perdite dato che il 37% degli italiani abitualmente consuma a casa o a lavoro i pasti dei ristoranti.

Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività con un impatto che varia in base ai settori con punte del 100% come per l’agriturismo in cui sono state chiuse tutte le 24 mila strutture italiane. Come sottolinea la Coldiretti “una anticipazione dell’apertura è necessaria per gli agriturismi che, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.

Gli agriturismi sono anche tra i posti più frequentati nei primi weekend fuori porta di primavera – lo scorso anno il 25% degli italiani aveva passato fuori casa per la festa del 1 maggio -, ma le mancate presenze per il fine settimana del 25 aprile di quest’anno hanno comportato una perdite di mezzo miliardo di euro con 253 mila posti letto vuoti e quasi 442 mila posti a tavola non occupati.  A causa dell’emergenza il 23% degli italiani ha optato per grigliate “in casa” sfruttando balconi e terrazzi.

 

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