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Vacanze 2020: cosa chiede il consumatore post-Covid?

Per oltre il 90% degli intervistati da Tecnè per Confindustria Alberghi e Assosistema,  i temi della pulizia degli spazi comuni e dell’igienizzazione dei tessili nelle camere d’albergo sono fondamentali per scegliere e vivere un soggiorno in serenità

di Redazione

L’emergenza sanitaria determinata dalla pandemia è una bomba al neutrone sul sistema turistico, i cui danni si accentuano nel settore alberghiero, con il 55% delle imprese medio-piccole, poco capitalizzate e impossibilitate a sostenere lo shock finanziario determinato dal crollo della domanda, strette tra alti costi gestionali e l’azzeramento, o quasi, delle entrate. Un impatto talmente forte da far precipitare le attese degli operatori del settore a livelli che non ha precedenti. Ma cosa chiede il consumatore post-Covid in vista delle vacanze 2020? Confindustria Alberghi e Assosistema lo hanno chiesto all’istituto di ricerca Tecnè, che ha sondato il sentiment dei futuri viaggiatori in un’indagine presentata oggi, venerdì 12 giugno 2020. Dall’analisi emerge con forza l’attenzione ai temi della salute e sicurezza. Per oltre il 90% degli intervistati, infatti, i temi della pulizia degli spazi comuni e dell’igienizzazione dei tessili nelle camere d’albergo sono fondamentali per scegliere e vivere un soggiorno in serenità.

Quella che si è abbattuta a causa della pandemia è una crisi ingiusta, come tutte le crisi, ma che morde un settore che, negli ultimi anni, non ha tenuto il freno a mano tirato sugli investimenti destinati a migliorare gli standard di qualità dell’offerta. La ricerca registra valutazioni decisamente positive da parte dei clienti, con un voto medio dato alle strutture frequentate pari a 7,3. Premiate, in particolare, la pulizia e il comfort delle camere, la gentilezza e la preparazione del personale, la cura e la pulizia degli spazi comuni.

La crisi economica, che ha avuto il suo apice nel periodo di lockdown, lascia intravedere timidi segnali di miglioramento nella restante parte dell’anno. Sulla possibile ripartenza molto stanno contribuendo gli investimenti fatti in passato, che hanno alzato il livello di fidelizzazione dei clienti. Già dal mese di giugno potrebbe iniziare una lenta e cauta ripresa delle prenotazioni e degli arrivi, trainati, in particolare, dalla clientela business. L’altra faccia della fidelizzazione ruota intorno alla fiducia, che alimenta le attese dei clienti.

L’attenzione è posta essenzialmente sulle misure “anti-covid” che saranno adottate per garantire l’igiene e la sicurezza sanitaria. Le prime tre indicazioni relative alle misure che i potenziali clienti si aspettano, sono ambienti comuni igienizzati e dotati di spazi adeguati al distanziamento sociale, igienizzazione delle lenzuola, delle federe e della biancheria da bagno e pulizia e igienizzazione delle camere e degli arredi. L’attenzione all’igiene e alla sicurezza sanitaria è evidenziata dal fatto che l’81,5% chiederà informazioni rispetto alle procedure messe in campo per garantire i clienti, percentuale che sale all’84,7% tra chi pernotta per lavoro.

Più del 90%, emerge ancora dalla ricerca Tecnè, dichiara che si sentirebbe più tranquillo se l’igienizzazione avvenisse attraverso un processo “certificato”, effettuato da soggetti autorevoli, altro elemento che la dice lunga sull’attenzione posta all’igienizzazione. Attenzione confermata dal fatto che il 54,7% sceglierà l’hotel dove soggiornare in base alle misure adottate e solo il 20,8% in base al prezzo. Ma c’è di più: due clienti su tre sarebbero disposti a spendere di più per avere la sicurezza delle procedure adottate, con un incremento medio del prezzo, ritenuto accettabile, pari all’8,3%, che sale al 9,9% per le strutture 4 stelle, 5 stelle e 5 stelle lusso.

Investire nella sicurezza sanitaria e nei processi d’igienizzazione risulta, quindi, una variabile determinante per uscire dalla crisi attuale. Le stime mostrano, senza ombra di dubbio, che interventi mirati a garantire i clienti – accompagnati da un’adeguata campagna di comunicazione – permettono di attenuare sensibilmente il calo di fatturato, con una riduzione significativa dell’impatto negativo determinato dall’emergenza Covid-19 (da -60% a -41%). Ma ancora più importanti le prospettive: con l’introduzione degli standard rilevati dall’indagine, il ritorno ai livelli di fatturato precedenti all’emergenza sanitaria potrebbe avvenire già nel 2022. Senza tali interventi, i livelli di fatturato si raggiungerebbero soltanto nel 2025.

 

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