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La sharing mobility dopo il lockdown

In molte città si registra il successo di monopattini e biciclette (anche elettriche). Un trend registrato già prima dell’emergenza sanitaria e che potrebbe crescere ancora

di Redazione

L’emergenza coronavirus si lega alla questione ambientale e le necessità di cambiamento della vita quotidiana può tradursi in un’occasione per una trasformazione, tra le altre cose, della concezione di mobilità, ridisegnandola da un punto di vista culturale.

Un esempio virtuoso in questo senso è il cosiddetto bonus biciclette inserito nel decreto rilancio con  l’obiettivo di incentivare l’acquisto di forme di mobilità sostenibile alternative al trasporto pubblico locale, in realtà è un buono mobilità per bici, anche elettriche, segway, hoverboard, e monopattini. Proprio questi ultimi, insieme alle biciclette, hanno fatto registrare un boom di acquisti specialmente nelle versioni elettriche tanto che in Italia se ne contano oltre un milione.

L’e-bike e il monopattino elettrico si sono diffusi in Italia grazie anche al fenomeno della sharing mobility – infatti, dopo la macchina, nelle maggiori città è possibile affittare tramite app anche bici e monopattini – che ha modificato le abitudini sugli spostamenti dei cittadini incentivando un utilizzo più responsabile dei mezzi di trasporto, privilegiando appunto l’elettrico e i mezzi condivisi, a scapito dell’auto privata. Al contrario della sostenibilità, l’emergenza coronavirus potrebbe invece mettere in discussione i risultati ottenuti dalla sharing mobility proprio perché le parole d’ordine attualmente sono distanziamento interpersonale, sanificazione e minimi contatti.

Secondo le previsioni di Deloitte presentate a maggio nello studio From Now on. Mobility Boost, si apre una nuova fase, la pandemia avrebbe avuto un duplice effetto sulla sharing mobility, da una parte avrebbe spinto quelle forme di condivisione ancora poco sviluppate come bici, monopattini e scooter, dall’altra avrebbe invece penalizzato il car sharing che è la modalità di sharing mobility già più radicata in Italia.

Le previsioni sono state confermate dai dati emersi dalla IV Conferenza Nazionale sulla Sharing Mobility e mostrano che, almeno per le bici e i monopattini, il calo dell’80% della domanda che si è verificato inevitabilmente durante il lockdown è stato recuperato.

Infatti, secondo l’analisi effettuata dall’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility che confronta i dati di febbraio e maggio 2020 sui cittadini di Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari e Palermo, mostra che bikesharing e monopattini in sharing, sono già tornati quasi ai livelli pre-coronavirus, recuperando in un mese rispettivamente 60 e 70 punti percentuali, mentre il carsharing mostra un aumento solo del 30%.

In generale già ad aprile, in pieno lockdown, il 61% degli intervistati che utilizzavano abitualmente il car sharing prima dell’emergenza aveva dichiarato che era pronto a riutilizzarlo nella Fase 2. Inoltre dall’analisi emerge che i cittadini non sembrano intenzionati a modificare quelle che erano le loro abitudini di uso della sharing mobility perché non ritengono i servizi rischiosi: dovendo esprimere la sicurezza percepita delle diverse forme di trasporto su una scala da 1 a 5, gli intervistati hanno premiato soprattutto i mezzi sprovvisti di un abitacolo, 3,3 punti, poi il carsharing, 2,6 punti, ed infine il trasporto pubblico, 1,8 punti.

 

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