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Gli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria

Pil in diminuzione dell’11,2% nel 2020, imprese a rischio chiusura, occupazione e redditi in calo: le conseguenze legate al Covid-19 (che non abbiamo ancora visto)

di Redazione

«Nelle ultime settimane, i dati disponibili sull’andamento dell’economia mondiale hanno iniziato a registrare i primi segnali di ripresa dell’attività produttiva legati al progressivo allentamento del lockdown. Permangono limitazioni agli spostamenti internazionali che producono effetti negativi su trasporti aerei e turismo. Anche gli indicatori congiunturali italiani di maggio catturano i primi segni di ripresa dei ritmi produttivi dopo le marcate contrazioni registrate a marzo e aprile. A maggio, rispetto ad aprile, sono aumentate le esportazioni extra-Ue mentre a giugno il miglioramento della fiducia appare generalizzato tra i settori economici». Così scrive l’Istat nella Nota mensile sull’andamento dell’economia italiana. Segnali più positivi del previsto? Non proprio, almeno a leggere le stime di crescita della Commissione europea: l’Italia, a causa dell’emergenza sanitaria e del lockdown per contenere la diffusione del virus, subirà quest’anno il peggior calo nell’UE.

Un ufficio vuoto, molte imprese sono a rischio chiusura nel 2020
Imprese in difficoltà, molte sono a rischio chiusura nel 2020 secondo l’Istat

Il Pil, dunque, si contrarrà dell’11,2%, mentre nell’Eurozona la diminuzione sarà dell’8,7% rispetto al 7,7% inizialmente stimato e nell’UE27 dell’8,3% rispetto al 7,4%. Dopo l’Italia, si collocano Spagna (-10,9%), Croazia (-10,8%) e Francia (-10,6%). La Germania vedrà invece arretrare la sua economia del  6,3%, l’Olanda del 6,8%. Il nostro paese registrerà poi un recupero del 6,1% nel 2021.

Imprese in difficoltà

Al netto dei dati macroeconomici, ci sono altri elementi che non possono essere trascurati. Ce li fornisce ancora l’Istat: «Le misure di contenimento dell’epidemia hanno avuto un impatto significativo sul sistema produttivo italiano. Solo il 32,5% delle imprese (48,3% degli addetti, 54,0% del valore aggiunto) ha dichiarato di avere potuto operare durante le varie fasi di lockdown, mentre il 43,8% (26,9% degli addetti, 21,2% del valore aggiunto) ha dovuto sospendere la propria attività almeno fino al 4 maggio. Le conseguenze economiche hanno riguardato, pur con diverse intensità, l’intero sistema produttivo, colpendo anche il 49,1% delle imprese più produttive, che sono state in condizione di lockdown almeno fino al 4 maggio».

Molte imprese potrebbero non sopravvivere entro l’anno. «L’impatto della crisi sulle imprese – aggiunge infatti l’Istat – è stato di intensità e rapidità straordinarie, determinando seri rischi per la sopravvivenza: il 38,8% delle imprese italiane (pari al 28,8% dell’occupazione, circa 3,6 milioni di addetti, e al 22,5% del valore aggiunto, circa 165 miliardi di euro) ha denunciato l’esistenza di fattori economici e organizzativi che ne mettono a rischio la sopravvivenza nel corso dell’anno. Il pericolo di chiudere l’attività è più elevato tra le micro imprese (40,6%, 1,4 milioni di addetti) e le piccole (33,5%, 1,1 milioni di occupati) ma assume intensità significative anche tra le medie (22,4%, 450 mila addetti) e le grandi (18,8%, 600 mila addetti)».

Lavoro e reddito familiare

Per quanto riguarda il lavoro, secondo l’Ocse la disoccupazione raggiungerà il 12,4% a fine 2020, per poi riscendere all’11%, a patto però che la pandemia resti sotto controllo. «Oltre la metà della popolazione – emerge infine dall’indagine straordinaria sulle famiglie italiane (Isf), condotta fra aprile e maggio dalla Banca d’Italia – dichiara di aver subito una contrazione nel reddito familiare, in seguito alle misure adottate per il contenimento dell’epidemia. L’impatto è stato particolarmente severo per i lavoratori indipendenti». Non solo: più di un terzo degli intervistati «dichiara di disporre di risorse finanziarie liquide sufficienti per

 

1 Commento per “Gli effetti sull’economia dell’emergenza sanitaria”

  1. […] dell’economia in Italia e in Europa dopo il lockdown. Quello maggiormente negativo è della Commissione europea che, nelle sue stime relative alle previsioni del Pil 2020 peggiora il dato relativo all’Italia […]

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