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Lavoro: 263 mila assunzioni previste dalle imprese a luglio

Ma rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6%, i contratti proposti sono soprattutto a termine. I dati Unioncamere

di Redazione

Sono 263 mila le assunzioni previste dalle imprese nel mese a luglio, ma rispetto allo stesso periodo del 2019 si prospetta un calo complessivo delle entrate pari a -38,6% (più marcato nell’industria che nei servizi), primi effetti sul lavoro della crisi economica derivata dal lockdown per contenere la diffusione del Covid-19. Allo stesso tempo, si riducono le imprese che programmano assunzioni (sono il 10%, contro il 16% di un anno fa). Per il trimestre luglio-settembre le entrate previste si attestano a 622 mila, evidenziando incertezza soprattutto per il mese di settembre. È quanto emerge dal Bollettino del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, che elabora le previsioni occupazionali di luglio.

Le figure professionali più richieste in questo periodo riguardano anzitutto le attività commerciali e del turismo a partire dagli addetti nelle attività di ristorazione (circa 57 mila), dal personale non qualificato nei servizi di pulizia (circa 34 mila) e dagli addetti alle vendite (oltre 20 mila). A tale proposito, va ricordato che Unioncamere e Isnart (Istituto nazionale di ricerche turistiche) avevano di recente osservato come il 15% delle strutture alberghiere ed extralberghiere non abbia ancora riaperto i battenti per la stagione estiva, con ripercussioni occupazionali rilevanti, considerato che il 98,4% delle imprese ritiene di dover ridurre gli addetti – fissi e stagionali – rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda le previsioni di assunzioni a luglio, i contratti proposti dalle imprese sono soprattutto a termine, tipologia che cresce di tre punti percentuali rispetto al 2019 (59,5% contro 56,3%). Parallelamente in questa fase diminuiscono i contratti a tempo indeterminato (17% contro 20,2%). Leggero incremento per i contratti di apprendistato (5,4%, +0,3 punti), mentre diminuisce la previsione per i contratti di somministrazione (8,4%, -1,4 punti).

Si registrano difficoltà di reperimento nel 37% delle ricerche per gli operai specializzati (in particolare operai e artigiani nel settore delle costruzioni, fonditori e saldatori, meccanici e montatori) e in circa il 40% delle ricerche per i tecnici (soprattutto tecnici informatici, tecnici della sanità, tecnici dei rapporti con i mercati), ma il mismatch tra domanda e offerta è di tipo qualitativo e riguarda soprattutto competenze ed esperienza, con radici nel mancato collegamento tra sistema formativo e imprese oltre che nelle carenze dell’orientamento e dei servizi per il lavoro.

Le prospettive di assunzioni a luglio vanno meglio, al di sopra della media nazionale, nelle regioni del Nord-est (in particolare Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Veneto che compensano la flessione tra -19% e  -35% rispetto al 2019) e per quelle del Sud e Isole (in particolare Sardegna, Calabria e Puglia con una flessione compresa tra -30% e -34%), trainate dalla stagione turistica. Il Centro registra una riduzione delle entrate del 37% rispetto a un anno fa, mentre la ripresa nel Nord-ovest è più lenta (-48,5% le entrate rispetto al 2019).

 

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