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Lavoro: occupazione in calo nell’area Ocse, prima flessione dal 2013

La diminuzione nel primo trimestre è comunque ancora contenuta, mentre è atteso un crollo (soprattutto negli Stati Uniti e in Canada) nel secondo trimestre. Più colpiti i giovani

di Redazione

Stando agli ultimi dati Ocse sul mercato del lavoro, gli effetti della crisi causata dalla pandemia e dai lockdown per contenere la diffusione del virus, non sono ancora giunti al culmine. Nel primo trimestre dell’anno, infatti, il tasso di occupazione è sceso al 68,6% dal 68,9% del precedente periodo, segnando ad ogni modo la prima flessione dal 2013. La partecipazione al mercato del lavoro è scesa allo stesso ritmo per uomini e donne, mentre l’occupazione giovanile, nella fascia 15-24 anni, cala al 41,9% dal 42,3%. Eppure, avverte l’Ocse, ulteriori crolli sono attesi nel secondo trimestre, stando ai dati più recenti raccolti, in particolare negli Stati Uniti e in Canada.

Nello specifico, per il secondo trimestre dell’anno, il calo del tasso di occupazione negli Stati Uniti dovrebbe essere più evidente, di quasi nove punti percentuali, al 62,6%, con il numero di occupati (129 milioni) al livello più basso dal quarto trimestre del 1998. In Canada, in maniera analoga, il tasso di occupazione è diminuito al 64,7% nel periodo considerato (dal 73,2% del primo trimestre). Anche negli Stati Uniti i più colpiti sono i giovani, in discesa di oltre 12 punti percentuali, al 38,6%, mentre per i lavoratori di età di 25-54 anni si è passati al 71,5% dall’80,1%) e tra quelli di 55-64 anni dal 63,5% al 57%. Durante il secondo trimestre, il numero di persone in stato di licenziamento temporaneo negli Stati Uniti ha raggiunto i 18,1 milioni in aprile, per poi scendere a 10,6 milioni nel mese di giugno.

Nell’Unione europea il numero di persone tra 20 e 64 anni che erano assenti dal lavoro a causa di un licenziamento temporaneo (ma considerate occupate, cioè in Cig) è aumentato a 2,3 milioni nel primo trimestre del 2020 (dagli 0,3 milioni registrati nel quarto trimestre del 2019). Negli Stati Uniti, dove questa tipologia di persone viene considerata disoccupata, sono invece aumentati a 1,8 milioni nel marzo 2020 dagli 0,8 milioni di dicembre 2019.

Nel nostro paese si rileva un leggero calo dell’occupazione, al 59,1% nel primo trimestre 2020, contro il 59,2% del periodo precedente. Inoltre, il tasso di occupazione di donne e uomini è sceso rispettivamente al 50% (contro il 50,2%) e al 68,2% contro il 68,3%. Per quanto riguarda i giovani si passa al 18,2% dal 18,6% del trimestre precedente.

 

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