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Crescono i contagi sul lavoro

Sono 965 casi in più, secondo il report nazionale dell’Inail. Il totale sale così a 49.986

di Redazione

Continuano a crescere i contagi sul lavoro da coronavirus: sono 965 casi in più, secondo il report nazionale dell’Inail. Il totale sale così a 49.986, i casi mortali risultano essere 252, il 16% in più. Come la scorsa rilevazione, la mortalità si concentra soprattutto tra gli uomini, l’82,5% dei casi totali, e nella fascia 50-64 enni, che rappresentano il 69,8% delle vittime, e una quota minore tra gli over 64 anni, circa il 19,5%, per un’età media dei deceduti di 59 anni.

Se invece si guarda solo al dato delle persone contagiate sul lavoro, le percentuali si invertono e confermano l’andamento già osservato nella precedente rilevazione: il 71,6% dei lavoratori contagiati sono donne e in questo caso, l’età media scende a 47 anni.

Dall’analisi territoriale emerge che la Lombardia è la regione più colpita, con oltre un terzo dei casi denunciati in ambito lavorativo e il 44,8% dei decessi.

Più in generale otto denunce su 10 sono provenienti dal Nord Italia: il 56,2% nel Nord-Ovest e il 24,2% nel Nord-Est, a cui seguono poi per denunce il Centro, con 11,8%, il Sud con 5,7% di casi denunciati e le Isole, solo il 2,1%. La proporzione non è rispettata per i casi mortali, che si trovano soprattutto nel Nord-Ovest, il 58,3% del totale, seguito dal Sud, con il 15,1% dei decessi, poi il Nord-Est con poco più del 13%, il Centro 11,9% e le Isole 1,6%.

Per quanto riguarda il settore produttivo dei contagiati sul luogo di lavoro circa il 99% delle denunce riguarda la gestione assicurativa dell’Industria e servizi, mentre i casi registrati in Agricoltura, nella Navigazione e nella gestione per Conto dello Stato sono in totale circa 600.

Il rapporto Inail per le figure professionali evidenzia, come nello scorso aggiornamento, che la maggior parte dei casi denunciati si concentra nel settore della sanità e assistenza sociale, da cui provengono il 72,1% dei casi di contagio e il 26,1% dei casi mortali. Nello specifico la categoria professionale dei tecnici della salute è la più colpita che conta il 40,6% dei casi denunciati -oltre l’83% dei quali sono relativi solo agli infermieri-, seguita dagli operatori socio-sanitari, più del 21% di casi, dai medici 10,5%, dagli operatori socio-assistenziali 8,7% e dal personale non qualificato nei servizi sanitari, come ausiliari, portantini e barellieri il 4,7% del totale dei casi.

 

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