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Vacanze: crolla la “spesa a tavola”

L’emergenza Covid fa crollare del 30% la spesa turistica per la tavola a causa dell’assenza dei vacanzieri stranieri e della ridotta disponibilità economica di quelli italiani, osserva Coldiretti

di Redazione

La situazione è ormai nota: l’economia sta subendo enormi contraccolpi derivanti dal lockdown, ma anche dall’incertezza che ancora accompagna questa fase, in cui la pandemia è tutt’altro che un lontano ricordo. E al netto di polemiche sui vacanzieri e sui rialzi dei contagi, gli affari per chi opera nel turismo (o in settori strettamente collegati) non sembrano andare affatto bene. Prova ne è l’allarme di Confesercenti secondo cui «nel commercio e nel turismo ci sono circa 90mila imprese pronte a chiudere per sempre i battenti già da questo autunno, anche al netto di nuovi lockdown». O anche quello analizzato da Deloitte che interessa il comparto aeronautico italiano, che rischia di «entrare in crisi in assenza di investimenti adeguati». Ma è la spesa a tavola, a quanto pare, a risentire della crisi. Per Coldiretti il crollo è del 30%.

L’emergenza Covid – osserva Coldiretti – fa crollare del 30% la spesa turistica per la tavola a causa dell’assenza dei vacanzieri stranieri e della ridotta disponibilità economica di quelli italiani colpiti dalla crisi con drammatici effetti sulla ristorazione e sull’intera filiera agroalimentare. La stima vale per il consumo di pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie o agriturismi, ma anche per cibo di strada o specialità enogastronomiche, che scende nel 2020 sotto i 20 miliardi di euro dopo una crescita costante nel corso dell’ultimo decennio.

A pesare è soprattutto il crollo delle presenze dei turisti stranieri, a partire da quelli con elevate capacità di spesa come gli americani, colpiti dal blocco delle frontiere e dalle preoccupazioni per il ritorno della pandemia. Un’assenza che ha un impatto rilevante sulle attività di ristoranti, bar e agriturismi, oltre che sugli acquisti diretti di prodotti agroalimentari. Ad essere colpite sono state soprattutto le città d’arte storiche mete del turismo dall’estero con trattorie, ristoranti e bar praticamente vuoti.  

E per i cittadini italiani l’estate appare all’insegna del taglio della spesa con un calo del 13% rispetto all’anno scorso di vacanzieri nazionali a causa della crisi economica o delle necessità di recuperare il lavoro perso con il lockdown, secondo l’indagine Coldiretti/Ixè con solo 34 milioni di italiani che hanno deciso di non rinunciare a un periodo di ferie per almeno qualche giorno. L’Italia quest’anno è di gran lunga la destinazione preferita ed è scelta come meta dal 93% rispetto all’86% dello scorso anno, ma il trend non riesce a compensare il calo dovuto alla mancanza di stranieri e al minor numero di italiani in vacanza che hanno anche ridotto il budget.

La spesa media totale destinata dagli italiani alle vacanze estive è crollata complessivamente a 588 euro per persona per effetto di ferie più brevi, meno lontane e dedicate soprattutto al relax familiare con la maggioranza degli italiani in viaggio che – riferisce ancora Coldiretti – ha scelto di riaprire le seconde case di proprietà, o di alloggiare in quelle di parenti e amici o in affitto, ma nella classifica delle preferenze ci sono nell’ordine anche campeggi con i camper molto gettonati, mentre sono in sofferenza gli alberghi. 

 

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