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Rimbalzo della produzione industriale a luglio: +7,4%

Ma sull’anno l’indice complessivo scende dell’8%. Tutti i principali settori di attività economica registrano diminuzioni su base tendenziale

di Redazione

Rimbalzo della produzione industriale a luglio: +7,4% rispetto a giugno, riferisce l’Istat. Tuttavia, in termini tendenziali, l’indice complessivo scende dell’8%. Nella media del trimestre maggio-luglio, fa sapere l’Istat, il livello della produzione cresce del 15% rispetto ai tre mesi precedenti.

«Prosegue a luglio la ripresa della produzione industriale – è il commento dell’Istat –, con un aumento mensile, al netto della stagionalità, del 7,4%. La crescita su base congiunturale, particolarmente vivace per i beni strumentali, si estende a quasi tutti i settori di attività economica, con l’eccezione del settore estrattivo e della fornitura di energia elettrica, gas, vapore ed aria, in contenuta flessione. In termini tendenziali si osserva, invece, una diminuzione dell’8%, che coinvolge sostanzialmente tutti i settori, con intensità particolarmente marcate per la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati e per le industrie tessili, dell’abbigliamento, pelli e accessori; al contrario, le flessioni appaiono particolarmente contenute per il settore alimentare e per quello farmaceutico».

L’andamento nei comparti e tra i settori di attività economica

L’indice destagionalizzato mensile mostra aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti: crescono in misura marcata i beni strumentali (+11,8%), i beni intermedi (+7,7%), i beni di consumo (+6,2%) e marginalmente l’energia (+0,1%). Analogamente, le flessioni tendenziali caratterizzano tutti i comparti: il calo è più pronunciato per i beni intermedi (-11,3%), mentre risulta meno rilevante per gli altri aggregati, con diminuzioni del 6,8% per i beni strumentali e l’energia e del 6,2% per i beni di consumo. Tutti i principali settori di attività economica registrano diminuzioni su base tendenziale. Le più accentuate sono quelle della fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-21,4%), delle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-20,6%), della fabbricazione di mezzi di trasporto (-11,5%); i cali minori, invece, si osservano nelle industrie alimentari, bevande e tabacco (-0,4%), nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-1,4%) e nelle altre industrie (-4,4%). 

 

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