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Il welfare aziendale? Migliora la produttività e l’occupazione

È quanto suggerisce il Rapporto 2020 – Welfare Index PMI, secondo cui con l’emergenza Covid lo strumento ha compiuto un salto di qualità

di Redazione

L’emergenza Covid ha in qualche modo contribuito al salto di qualità del welfare aziendale, migliorando la produttività e aumentando la crescita dell’occupazione. Per la prima volta, infatti, le imprese attive (quelle, cioè, che attuano iniziative in almeno quattro delle dodici aree del welfare aziendale) superano il 50%, il 78,9% delle imprese ha confermato le iniziative di welfare in corso e il 27,7% ne ha introdotte di nuove o ha potenziato quelle esistenti. Inoltre, le imprese sono state punto di riferimento per la comunità e quelle con un welfare più maturo hanno avuto una maggiore capacità di reagire all’emergenza. L’80% delle PMI ha dato materiali e fornito informazioni di tipo sanitario ai lavoratori, mentre il 12% delle imprese ha attivato canali di supporto e servizi di consulto medico e assistenza sanitaria a distanza. Il 26,4% ha anche attuato iniziative aperte alla comunità esterna e di sostegno al sistema sanitario nazionale.

Tutto questo emerge dal Rapporto 2020 – Welfare Index PMI, presentato a Roma martedì 22 settembre e promosso da Generali con la partecipazione di Confcommercio, Confindustria, Confartigianato, Confagricoltura e Confprofessioni e con il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri. L’esperienza di crisi, viene sottolineato, ha cambiato la cultura di gestione dell’impresa: il 91,6% delle PMI ha infatti dichiarato di avere acquisito maggiore consapevolezza della centralità della salute e della sicurezza dei lavoratori e oltre il 70% ha affermato che in futuro il welfare aziendale avrà maggior rilievo. Infine, il 65% ha dichiarato che l’azienda contribuirà maggiormente alla sostenibilità del territorio in cui opera.

Leva fondamentale per lo sviluppo sostenibile

In altre parole, il welfare aziendale emerge ancora di più come leva fondamentale di una strategia aziendale orientata allo sviluppo sostenibile, poiché esercita un impatto positivo su lavoratori, famiglie, comunità e territorio. Welfare Index PMI, ha svolto in collaborazione con Cerved, un’analisi sui bilanci dell’ultimo biennio di oltre 3.000 imprese tra quelle partecipanti alla Ricerca 2020, che ha statisticamente dimostrato che il welfare aziendale contribuisce significativamente ai risultati delle imprese, alla crescita della produttività e dell’occupazione. Le imprese più attive nel welfare (Welfare Champion – 5W e Welfare Leader – 4W) hanno un tasso di produttività che aumenta del +6% nel biennio, triplo rispetto alla media delle PMI, pari a 2,1%. Anche l’occupazione cresce nelle imprese più attive quasi del doppio: attestandosi all’11,5% rispetto alla media del 7,5%. 

Secondo il Rapporto 2020, il welfare ha registrato in questi cinque anni una crescita continua: le imprese attive sono raddoppiate, passando dal 25,5% del 2016 al 45,9% del 2019, al 52,3% nel 2020, segno che il movimento aziendale continua a crescere e lo fa anche nell’ultimo anno, trainato dalle imprese che ottengono benefici concreti dal welfare aziendale. 

Le aree con maggiore crescita

Le aree di welfare con una crescita maggiore sono comprendono sicurezza (è l’area con il maggiore tasso di iniziativa, dal 34% nel 2017 all’attuale 60%); assistenza (è l’area in crescita più rapida, dal 7% nel 2017 al 23%, comprende iniziative di prevenzione, cura diretta, assistenza agli anziani, cure specialistiche); sanità complementare (dal 35% nel 2017 al 42,2%); conciliazione e genitorialità (dal 33% nel 2017 al 51%: in quest’ambito si registra la grande accelerazione dello smart working/nuove modalità di lavoro, visto come strumento di flessibilità, non sostitutivo del lavoro in presenza); formazione (43%) e crescita, ancora iniziale ma rapida, delle iniziative a sostegno delle famiglie per l’istruzione dei figli (dal 3% al 5,8%), in un paese che ha tra le sue principali criticità l’inadeguato livello di istruzione avanzata, il blocco della mobilità sociale, le difficoltà dei giovani nel lavoro.

 

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