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Come l’Europa sta affrontando la “seconda ondata” di coronavirus

Dall’appello di oltre cento scienziati e docenti universitari per misure più stringenti al lockdown in Irlanda, passando per i provvedimenti di Francia, Germania e Spagna

di Mirko Spadoni

Oltre cento scienziati e docenti universitari hanno scritto un appello al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e a quello del Consiglio, Giuseppe Conte. Nella lettera, hanno chiesto «provvedimenti stringenti e drastici nei prossimi due o tre giorni» per provare a fermare la diffusione dei contagi da coronavirus.

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Secondo gli autori dell’appello, se non sarà arginata al più presto, la costante crescita dei casi potrebbe «produrre alcune centinaia di decessi al giorno», a partire dalle prossime settimane: gli accademici hanno citato le stime del presidente dell’Accademia dei Lincei, Giorgio Parisi, secondo cui a metà novembre in Italia si potrebbero contare 500 morti al giorno. Nell’appello, dunque, gli autori hanno chiesto misure più stringenti rispetto a quella adottate con gli ultimi provvedimenti, seguendo l’esempio di alcuni Paesi europei: sebbene con intensità diverse, d’altronde, la cosiddetta seconda ondata sta colpendo chiunque, mettendo sotto pressione i diversi sistemi sanitari nazionali.

Irlanda e Galles

In alcuni casi, i governi europei hanno introdotto così misure molto drastiche. Si prenda in considerazione l’Irlanda, dove a partire dalla mezzanotte del 21 ottobre è in corso un lockdown generalizzato che durerà per le prossime sei settimane, un periodo sufficiente, secondo le stime del National Public Health Emergency Team, che offre una consulenza al governo irlandese, per abbassare i nuovi casi giornalieri ad una soglia tollerabile per il sistema sanitario nazionale irlandese. Un provvedimento analogo è stato adottato venerdì in Galles: fino al 9 novembre, resteranno chiuse le attività economiche non essenziali e i luoghi di culto, dove sarà possibile celebrare soltanto matrimoni e funerali con un numero ristretto di partecipanti, imposto inoltre il divieto di incontrare (all’aperto e al chiuso) persone esterne al proprio nucleo familiare.

Germania, Spagna e Francia

Paesi più importanti dell’UE. Giovedì il premier francese, Jean Castex, ha annunciato l’estensione del coprifuoco, in vigore dal 17 ottobre per la regione di Parigi e altre 8 aree metropolitane, ad altri 38 dipartimenti: le nuove misure entreranno in vigore venerdì a mezzanotte e prevedono il coprifuoco notturno dalle 21 alle 6 del mattino. Il coprifuoco, che rimarrà in vigore per sei settimane, coinvolgerà 46 milioni di persone, circa due terzi della popolazione francese. In Germania, da martedì e per i successivi quattordici giorni, dalle 14 in poi gli abitanti del distretto di Bertechsgardener Land in Baviera possono uscire di casa solo per necessità urgenti. Chiuse scuole, asili, ristoranti e strutture per il tempo. Sospesi gli eventi pubblici. In Spagna, dove sono stati superati da poco il milione di casi – inciso: oggi il premier spagnolo Pedro Sanchez ha riferito che il «numero reale» di malati Covid-19 nel Paese supera i tre milioni –, il governo regionale della Navarra ha imposto due settimane di lockdown, a partire da mercoledì 21 ottobre. A differenza dei bar e ristoranti, che dovranno restare chiusi, i negozi potranno rimanere aperti fino alle 21. Sarà possibile uscire dalla regione soltanto per motivi lavorativi, studi universitari, per occuparsi dei parenti o per le emergenze.

 

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