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In calo fatturato e ordinativi dell’industria

A settembre si interrompe la crescita del fatturato dell’industria dei quattro mesi precedenti, spiega l’Istat

di Redazione

A settembre l’Istat stima che il fatturato dell’industria al netto dei fattori stagionali diminuisca in termini congiunturali del 3,2%, interrompendo la dinamica positiva registrata nei quattro mesi precedenti. Nella media del terzo trimestre l’indice complessivo è aumentato del 33,4% rispetto al trimestre precedente. Anche gli ordinativi destagionalizzati registrano a settembre un calo congiunturale, di maggiore ampiezza rispetto al fatturato (-6,4%), mentre nella media del terzo trimestre sono cresciuti del 40,7% rispetto al trimestre precedente.

La dinamica congiunturale del fatturato, spiega l’Istat a tale proposito, è sintesi di una significativa diminuzione del mercato interno (-4,9%) e di un aumento pressoché trascurabile del mercato estero dello 0,2%. Per gli ordinativi, invece, il calo congiunturale riflette ampie contrazioni delle commesse provenienti da entrambi i mercati (-5,7% quello interno e -7,3% quello estero).

«Si interrompe a settembre – è il commento dell’Istat – la dinamica congiunturale positiva del fatturato dell’industria dei quattro mesi precedenti. Ciononostante, su base trimestrale, si registra una forte crescita sia per la componente interna sia per quella estera. Il confronto tendenziale, al netto degli effetti di calendario, continua a rimanere negativo per entrambi i mercati. Per i raggruppamenti principali di industria si rilevano risultati analoghi a quelli degli aggregati totali, in termini sia congiunturali (su base trimestrale), sia tendenziali (su base annuale). Si segnala che in occasione del presente comunicato, come da politica di revisione dell’indagine, vengono pubblicate le serie storiche degli indici riviste da gennaio 2015».

Con riferimento ai raggruppamenti principali di industrie, a settembre gli indici destagionalizzati del fatturato segnano un aumento congiunturale solo per i beni strumentali (+0,9%); tutti gli altri raggruppamenti registrano cali abbastanza marcati: -3,5% i beni di consumo, -5,6% i beni intermedi e -7,3% l’energia.

Corretto per gli effetti di calendario (i giorni lavorativi sono stati 22 contro i 21 di settembre 2019), il fatturato totale diminuisce in termini tendenziali del 4,6%, riflettendo cali di ampiezza similare sia sul mercato interno (-4,5%), sia su quello estero (-4,9%).

Con riferimento al comparto manufatturiero, il settore dei mezzi di trasporto registra la crescita tendenziale più rilevante (+4,6%), seguito dalle altre industrie manifatturiere e delle riparazioni (+2,6%), mentre l’industria dei computer e dell’elettronica e l’attività di raffinazione del petrolio mostrano i cali peggiori (-11,0% e -34,7%, rispettivamente).

In termini tendenziali l’indice grezzo degli ordinativi aumenta del 3,2%, riflettendo risultati dello stesso segno su entrambi i mercati, ma di ampiezza significativa per quello interno (+5,1%) e piuttosto modesta per quello estero (+0,4%). La maggiore crescita tendenziale si registra nel settore dei mezzi di trasporto (+17,6%) e in quello del legno e della carta (+4,7%), mentre i peggiori risultati si rilevano nell’industria farmaceutica (-4,0%) e nel comparto dei computer e dell’elettronica (-4,1%).

 

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