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Così la natalità e la mortalità delle imprese nel 2020

Secondo Unioncamere nel 2020 le iscrizioni del registro delle imprese sono diminuite del 17,2% e le cessazioni calate del 16,4%. Ma non sono ancora dati definitivi per trarre conclusioni sugli effetti della crisi

di Redazione

Secondo i dati di Unioncamere/Infocamere, nel registro delle imprese 2020 si sono iscritte circa 292.000 nuove imprese, mentre le cessazioni registrate sono state quasi 273.000, con un saldo positivo dello 0,32% nell’anno. Nello specifico, dai dati emerge che le attività nate nel 2020 sono state 292.308, a fronte delle quali, nello stesso periodo hanno definitivamente chiuso 272.992 imprese, e, a fine dicembre 2020, lo stock complessivo delle imprese esistenti ammontava a 6.078.031 unità.

I dati per area geografica mostrano che il tasso di crescita, a fronte di una media italiana dello 0,32%, è stato trainato soprattutto – anche se relativamente – dal Sud e dalle Isole, che segnano un saldo positivo dello 0,8%, seguito dal centro, in cui si attesta a 0.42%, Nord Ovest che invece si ferma a 0,09% e infine il Nord Est, in cui il tasso di crescita è stato nel 2020 del -0,37%, ovvero hanno chiuso più imprese di quelle che sono nate. Dal confronto effettuabile con anno precedente, inoltre, Movimprese segnala che le iscrizioni sono diminuite del 17,2%, mentre le cessazioni hanno fatto segnare un calo del 16,4%.

Secondo Unioncamere è ancora presto per analizzare e trarre conclusioni sugli effetti della crisi pandemica perché bisogna attendere le informazioni del nuovo anno, dato che generalmente le molte comunicazioni di chiusura dell’attività pervenute al registro delle imprese negli ultimi giorni dell’anno vengono statisticamente conteggiate nel registro del nuovo anno. Perciò, per valutare l’entità degli effetti prodotti nel 2020 dalla pandemia di coronavirus sul tessuto imprenditoriale è necessario attendere ed includere il report relativo ai risultati del primo trimestre dell’anno in corso.

Comunque, dai dati si può almeno dedurre che il calo del numero delle cessazioni rispetto allo scorso anno non è un dato del tutto positivo poiché si accompagna ad un significativo calo delle imprese nate e ciò denota una sfiducia nel sistema economico dato dalla pandemia e un’incertezza, ancora attuale, che si è deciso di affrontare con cautela e minore vivacità.

 

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