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Stati Uniti: comincia la presidenza Biden

Oggi, mercoledì 20 gennaio, è il giorno dell’insediamento del nuovo inquilino della Casa Bianca, Joe Biden. I giudizi degli americani, secondo un recente sondaggio del Pew Research Center

di Redazione

Alle 12, ora locale di Washington, Joe Biden sarà il 46esimo presidente degli Stati Uniti. In una capitale blindata per ragioni di sicurezza dopo i fatti del 6 gennaio (e deserta rispetto alle tradizionali cerimonie di insediamento a causa della pandemia di coronavirus), Biden giurerà sulla Bibbia di famiglia, di fronte al presidente della Corte Suprema, John Roberts, dopodiché pronuncerà il suo discorso inaugurale. Ma sotto quali auspici nasce la nuova presidenza? 

Photo by Tabrez Syed on Unsplash

Secondo un recente sondaggio del Pew Research Center, il 64% degli elettori esprime un’opinione positiva sulla condotta del neopresidente da quando ha vinto le elezioni di novembre. In particolare il 58% degli americani approva il lavoro svolto da Biden nello spiegare i suoi piani e le sue politiche. Nel confronto con i presidenti del passato, una quota minore (39%) aveva approvato nel 2017 il modo in cui Trump aveva spiegato i suoi piani per la presidenza, mentre all’inizio del 2009, Barack Obama aveva un indice di approvazione del 70%.

Tra gli americani nel complesso, il 57% approva le scelte di gabinetto di Biden e altre nomine di alto livello. Quasi la metà (46%) si aspetta che Biden migliori il modo in cui lavora il governo federale a Washington, ma il 28% teme che peggiorerà le cose e il 24% non si aspetta cambiamenti significativi.

Circa sei democratici su dieci (62%) sostengono che Biden dovrebbe provare a lavorare con i leader repubblicani «anche se questo dovesse significare deludere alcuni dei suoi elettori». Il 37%, al contrario, preferirebbe una linea dura, ovvero che Biden «si opponga» ai repubblicani, per quanto potrà ostacolare la soluzione delle questioni più critiche e urgenti. Tra i democratici, coloro che si definiscono conservatori e moderati (69%) sono più propensi dei liberali (55%) a esprimere giudizi positivi riguardo la possibilità che Biden lavori a stretto contatto anche con i repubblicani.

Di contro, la maggioranza dei repubblicani (59%) vuole che i leader del proprio partito «si oppongano» a Biden. Il 38% afferma che dovrebbe provare a lavorare con Biden anche se ciò significherebbe deludere alcuni elettori del GOP. Anche qui i pareri differiscono a seconda della collocazione politica: tra gli elettori repubblicani i più conservatori vorrebbero un partito battagliero nei confronti della nuova amministrazione, lo stesso sentimento è meno frequente tra i più liberali e moderati.

I giudizi su Donald Trump

Il presidente uscente non parteciperà alla cerimonia di insediamento di Joe Biden. In un video pubblicato nelle ultime ore, Donald Trump ha decisamente abbassato i toni (anzi: ha augurato il meglio per la nuova amministrazione, pur senza nominare il successore alla Casa Bianca), ma al tempo stesso ha rivendicato i successi della sua presidenza. «Mentre mi preparo a passare il potere a una nuova amministrazione, a mezzogiorno di domani, voglio che sappiate che il movimento che abbiamo avviato è solo all’inizio»: un modo per gettare le basi del Partito repubblicano del futuro e mantenere la leadership o annuncio velato di un nuovo partito? Tuttavia, Trump lascia la Casa Bianca – informa ancora il Pew Research Center – con la più bassa approvazione della sua presidenza (29%) e valutazioni sempre più negative per la condotta post-elettorale. La quota di elettori che la ritiene scarsa è passata dal 68% di novembre al 76%. Un trend che, in molti casi, ha interessato anche un segmento importante dei suoi sostenitori. 

Non solo: a dispetto delle voci che si rincorrono sul futuro politico di Trump, il 68% afferma che non dovrebbe continuare a essere un’importante figura nazionale e solo il 29% afferma che dovrebbe rimanere una figura importante nella politica statunitense. Tre quarti degli intervistati affermano che il presidente ha almeno una parte della responsabilità per le violenze del 6 gennaio a Capitol Hill, con il 52% che la pensa in questo modo mentre il 24% dice che non ha alcuna responsabilità per ciò che è accaduto. Anche in questo caso, i giudizi cambiano molto se a rispondere sono elettori democratici o repubblicani. Il Pew Research Center rileva anche un 34% ancora convinto che Trump è «sicuramente» o «probabilmente» il legittimo vincitore delle elezioni di novembre. 

 

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