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Così le parità di genere in Europa

Le donne sono ancora fortemente sottorappresentate nei ruoli apicali delle aziende in tutta Europa, ma l’ultimo Gender Diversity Index mostra un lento miglioramento

di Redazione

Nel pubblico, nei governi e nei parlamenti di tutto il mondo le donne elette a cariche ufficiali sono ancora la minoranza, ma qualche miglioramento in termini di parità di genere si sta compiendo come dimostrano l’elezione della prima premier donna in Estonia, Kaja Kallas, e il giuramento della prima vicepresidente donna negli Stati Uniti, Kamala Harris.

Photo by Christin Hume on Unsplash

Anche nel settore privato la situazione sta molto lentamente cambiando e il gap si riduce. Ma a livello europeo, secondo il Gender Diversity Index, pubblicato di recente da EWOB (European Women on Boards), la strada è ancora lunga, dato che delle più grandi società europee presenti nell’indice STOXX 600 Europe – sulle quali è stata effettuata l’indagine – solo 42, ovvero il 6%, ha come capo una donna e soltanto in 130, il 19%, una donna ricopre almeno la funzione di CEO o COO.

In generale l’indice europeo arriva a quota 0,56, su una scala da zero a 1, che rappresenta la massima parità di genere, mentre l’anno scorso si fermava a 0,53, a testimonianza del fatto che i miglioramenti in questo campo ci sono, ma si verificano lentamente. Nello specifico, l’Italia si trova al sesto posto del ranking secondo il Gender Diversity Index, subito dopo Norvegia, Francia, Gran Bretagna, Finlandia, Svezia.

Il nostro paese può infatti vantare il 37% di donne nei consigli di amministrazione, il 22% di donne a capo di un Cda e il 45% delle donne a capo dei comitati di controllo, indicatore quest’ultimo per cui l’Italia è al primo posto in Europa.

A controbilanciare l’inclusività nei Cda, sono i dati su quante donne occupano i ruoli esecutivi: solamente il 17% contro il 33% della Norvegia, mentre per quanto riguarda le donne con ruolo di CEO, queste sono in Italia solo il 4%, di contro il 21% della Norvegia o il 15% dell’Irlanda. Comunque anche per l’Italia i progressi rispetto allo scorso anno sono evidenti, oltre ad aver guadagnato una posizione nel ranking, rispetto al 2019 ha visto aumentare tutte le percentuali sull’engagement femminile nei ruoli apicali delle aziende: anche il dato minore, il 4% delle donne CEO è cresciuto rispetto all’anno precedente quando, secondo l’indice, a ricoprire lo stesso ruolo non c’era alcuna donna.

 

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