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Come i cittadini europei gestiscono i dati personali online

Una persona su due di età compresa tra 16 e 74 anni ha rifiutato di consentirne l’uso a fini pubblicitari, secondo le recenti rilevazioni dell’Eurostat

di Redazione

È ormai un fatto condiviso l’importanza della protezione dei dati personali online e delle informazioni sensibili di cui si lascia traccia in rete, tanto che, a livello europeo è stata istituita una giornata dedicata alla materia, oltre l’adozione del GDPR, il Regolamento Generale promulgato in Unione Europea nel 2018. Ma quanto i cittadini europei gestiscono realmente i propri dati personali online?

Secondo l’ultimo report dell’Eurostat, nel 2020, una persona su due di età compresa tra 16 e 74 anni ha rifiutato di consentire l’uso dei propri dati personali a fini pubblicitari mentre utilizzava Internet per scopi privati. Inoltre, dai dati del sondaggio è emerso che, il 46% degli intervistati ha ammesso di aver consentito un accesso solo limitato alla propria posizione geografica, o spesso di aver completamente rifiutato l’accesso a questa informazione, mentre quattro su dieci hanno limitato l’accesso ai profili o ai contenuti dei siti di social network o allo spazio di archiviazione online condiviso. Ma a fronte di queste precauzioni, i cittadini europei non sono molto informati: solo il 40% legge le dichiarazioni sulla privacy prima di fornire dati personali, mentre il 33% verifica che il sito web in cui ha fornito i propri dati personali sia protetto.

Nello specifico la percentuale di persone che non accettano i termini e le condizioni della privacy sui siti online cambia da paese a paese: le più alte percentuali di rifiuti di uso dei dati personali in rete si registrano nei Paesi Bassi, dove il 73% dei cittadini non permette l’accesso, Finlandia, dove a negare l’accesso ai dati sono sette su dieci, e in Danimarca e Germania, in entrambe il 63%. Al contrario, le percentuali più basse di coloro che non permettono l’accesso ai dati sono quelle relative ai cittadini della Bulgaria, solo il 10% rifiuta l’uso dei dati personali da parte dei siti, seguita da Romania e Grecia, dove rispettivamente il 20 e il 29% della popolazione non accetta il trattamento dati.

Il report europeo non contiene i dati sull’Italia perché non disponibili aggiornati al 2020. Ma da una ricerca effettuata da Gfk Sinottica durante lo scorso anno, emerge che otto italiani su dieci si dicono preoccupati per la propria privacy online e la gestione dei dati personali e due su tre dichiarano di non fidarsi a rilasciare i propri dati su siti web. A fronte di questi timori, però, del 90% di utenti internet che ha sentito parlare del tema del trattamento dei dati personali, solo il 50% dichiara di essersi informato attivamente al riguardo, nonostante poi nella pratica circa tre italiani su cinque utilizzano servizi di internet banking e quattro su cinque hanno un profilo su almeno un social network. 

 

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