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Economia in affanno, il quadro internazionale

Prevale l’incertezza, ma si registra un graduale miglioramento anche grazie all’avvio delle campagne vaccinali. Solo la Cina registra una crescita del Pil nel 2020

di Redazione

Le prospettive economiche internazionali, sebbene ancora caratterizzate da elevata incertezza dovuta alla pandemia di coronavirus, sono in graduale miglioramento, beneficiando anche dell’avvio delle campagne vaccinali in molti paesi, osserva l’Istat nell’ultima nota sull’andamento dell’economia. Il Fondo monetario internazionale – si legge nella nota – ha rivisto al rialzo le previsioni del Pil mondiale per il 2020 e il 2021: dopo un calo del 3,5% l’economia è attesa crescere del 5,5%

Commercio

A novembre, il commercio mondiale di merci in volume, che ha ormai recuperato i livelli pre-Covid, ha continuato ad aumentare (+2,1% in termini congiunturali, fonte: Central planning bureau), in netta accelerazione rispetto al mese precedente (+0,7%). Tuttavia, il PMI globale sui nuovi ordinativi all’export, che a dicembre e gennaio è sceso sotto la soglia di espansione, suggerisce una moderazione della domanda mondiale nei prossimi mesi.

Crescita e occupazione in Cina, Stati Uniti ed Eurozona

Nel 2020, la Cina è stata l’unica tra le principali economie a registrare una crescita del Pil (+2,3%, +8,1% le previsioni del Fmi per quest’anno). Nel quarto trimestre, l’economia cinese ha mantenuto un ritmo di ripresa congiunturale in linea con quello del trimestre precedente (+2,6% rispetto a +2,7% in T3), accompagnandosi però a un’accelerazione del tasso tendenziale (+6,5% rispetto a +4,9% in T3). Anche i dati di dicembre segnalano un deciso recupero tendenziale dell’attività per la produzione industriale (+7,3%) e le vendite al dettaglio (+4,6%), mentre il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 5,2%. Nei prossimi mesi, la ripresa potrebbe decelerare: a gennaio gli indici PMI Caixin per manifattura e servizi hanno segnato entrambi un calo, mantenendosi comunque sopra la soglia di espansione.

Negli Stati Uniti, la stima preliminare del Pil del quarto trimestre ha registrato un incremento congiunturale (+1%) che corrisponde a una contrazione complessiva per il 2020 del 3,5%. Le recenti stime del Fmi prevedono un pieno recupero per quest’anno (+5,1%) legato anche all’implementazione delle misure previste nel consistente piano di sostegno all’economia annunciato dall’amministrazione Biden. A dicembre, gli indicatori anticipatori hanno evidenziato un andamento favorevole per il settore manifatturiero e per quello dei servizi mentre il tasso di disoccupazione è rimasto sui livelli del mese precedente (6,7%).

La stima preliminare del Pil dell’area euro nel quarto trimestre indica una flessione congiunturale (-0,7%), che segue il rimbalzo dei mesi estivi. Nel dettaglio nazionale, il Pil francese è diminuito (-1,3%) mentre quello spagnolo e tedesco hanno registrato modesti incrementi (+0,4% e +0,1% rispettivamente). Nel complesso, nel 2020, l’attività economica dell’area euro, misurata in termini destagionalizzati e corretti per gli effetti di calendario, si è ridotta del 6,8% e le recenti previsioni del Fmi indicano che quest’anno il recupero sarà solo parziale (+4,2%). Le misure di contenimento sanitario imposte negli ultimi mesi dell’anno in quasi tutti i paesi dell’area hanno colpito soprattutto il settore dei servizi anche se a dicembre le vendite al dettaglio sono cresciute (+2% rispetto al mese precedente), portando il calo annuo per il 2020 a -1,2%. Il tasso di disoccupazione si è stabilizzato all’8,3%. A gennaio, l’indice di fiducia economica della Commissione europea (ESI) ha mostrato una leggera flessione caratterizzata da andamenti settoriali divergenti. La fiducia è migliorata di circa un punto nell’industria e, solo marginalmente, nelle costruzioni, mentre è decisamente peggiorata nel commercio al dettaglio e, in misura più contenuta, nei servizi. A livello nazionale, l’ESI è diminuito in Francia (-2,6) e Germania (-2,3) mentre ha registrato un recupero in Spagna (+2,4) e Italia (+0,4).

 

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