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Migliora il giudizio sull’UE, fiducia nel Recovery Plan

Così il sondaggio del Parlamento europeo: la pandemia ha rafforzato l’immagine dell’Unione e la convinzione che sia il luogo migliore per sviluppare soluzioni efficaci per combattere il coronavirus e i suoi effetti, anche economici

di Redazione

La ripresa dell’Unione europea si vedrà, secondo le previsioni della Commissione già da metà 2021, ma i cittadini non sono così ottimisti riguardo l’economia. Secondo un nuovo sondaggio commissionato dal Parlamento europeo, condotto tra novembre e dicembre 2020, poco più della metà degli europei, il 53%, ritiene che la situazione economica nel proprio paese tra un anno sarà peggiore di quanto non sia adesso, mentre solo il 21% pensa invece che la condizione economica nazionale migliorerà.

Questo pessimismo circa l’economia, però, è più legato alla situazione sanitaria che all’efficacia dell’Unione europea. Il 72% dei cittadini europei, infatti, sostiene che il piano di ripresa dell’UE consentirà all’economia del proprio paese di riprendersi più rapidamente dagli effetti negativi della pandemia di coronavirus, in Italia il pensiero è in linea con la media europea poiché è convinto del piano il 69% degli intervistati.

In generale, per quanto riguarda il sentiment degli italiani, il 52% ritiene che il paese abbia beneficiato dell’appartenenza all’Unione, soprattutto in termini di cooperazione tra gli stati e difesa della pace, maggiori opportunità di lavoro e capacità di far sentire la propria voce nel mondo. Nonostante il dato italiano sia il più basso dell’UE, la cui media è invece del 72%, si registra un miglioramento di dieci punti percentuali rispetto alla precedente analisi di giugno 2020. Aumenta anche la reputazione dell’UE agli occhi degli italiani, la quota di intervistati che ha un’immagine positiva o molto positiva dell’UE arriva al 43%, registrando un incremento di 11 punti percentuali rispetto all’autunno 2019.

Quindi, la visione degli italiani e di tutti i cittadini europei nei confronti dell’Unione è sostanzialmente positiva anche in tempi di crisi, ma non per questo l’istituzione deve rimanere immutabile: solo il 27% degli europei sostiene l’UE per ciò che ha realizzato finora, mentre il 44% “preferisce sostenere l’UE”, ma desidera che venga riformata. Le nuove sfide richiedono infatti una riforma delle azioni dell’Unione europea, alla base della quale, secondo i suoi cittadini dovrebbe esserci la soluzione dell’emergenza pandemica, ma anche l’attenzione per il clima. Mentre, quando si parla di valori, quelli che il Parlamento europeo dovrebbe difendere sono la difesa dei diritti umani nel mondo, per il 51% degli europei, e la parità tra uomo e donne, a cui segue la solidarietà tra gli stati membri.

Secondo gli intervistati italiani, invece, il ranking dei valori fondamentali da difendere muta leggermente e al primo posto mettono la parità di genere.

 

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