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Resta in affanno il mercato europeo dell’auto

I primi quattro mesi dell’anno registrano un recupero importante, ma i dati restano in calo rispetto al periodo pre-pandemia

di Redazione

Nonostante tra l’aprile dello scorso anno e lo stesso mese del 2021 le immatricolazioni europee di auto nuove abbiano registrato un aumento a tre cifre (+219%), il confronto con lo stesso mese del 2019 mostra un settore ancora in forte difficoltà. Secondo l’Acea, infatti, rispetto all’aprile 2019 mancano all’appello quasi 300 mila immatricolazioni. Nell’arco degli ultimi dodici mesi, comunque, è l’Italia, tra i principali mercati europei ad aver registrato il progresso migliore, con un aumento di 3.276,8 punti percentuali. Marcata la crescita riportata anche dalla Spagna, con un +1.787,9%, e dalla Francia, con un aumento del 568,8% rispetto ad aprile 2020. In Germania la crescita delle immatricolazioni è stata invece del 90%.

La crisi non risparmia i cinque maggiori paesi dell’area, dunque, come osserva il Centri Studi Promotor, cioè Germania, Italia, Francia Regno Unito e Spagna che assorbono il 70,2% delle immatricolazioni in Europa Occidentale. Dai dati di questi cinque mercati emerge un aspetto di particolare interesse. L’Italia è il paese che, nel primo quadrimestre 2021, accusa il calo più contenuto. La contrazione rispetto allo stesso periodo del 2019 è del 16,9% contro il 21,5% della Francia, il 25,6% della Germania, il 34,2% del Regno Unito e il 39,3% della Spagna. «Il minor calo dell’Italia – spiega sempre il Centro Studi Promotor – è dovuto al fatto che il nostro paese ha stanziato generosi incentivi per l’acquisto di vetture con emissioni di CO2 tra 0 e 60 gr/km, ma anche, per il primo semestre 2021, incentivi per le vetture con alimentazioni tradizionali con emissioni di CO2 comprese tra 61 e 135 gr/km, cioè per le vetture più richieste dal pubblico».

In aprile, insomma, il mercato automobilistico dell’Europa Occidentale (UE+EFTA+UK) ha fatto registrare 1.039.810 immatricolazioni di autovetture con una crescita a tre cifre sullo stesso mese del 2020 (+255,9%). Ma l’incremento non riflette la reale situazione perché il confronto è con il periodo penalizzato dal lockdown, molto più fortemente del 2021. Se più correttamente si confronta il dato dell’aprile scorso con quello dell’aprile 2019, emerge piuttosto un calo del 22,7%. Questo calo riflette – spiega allora il Centro Studi Promotor – «la reale situazione di un mercato automobilistico ancora fortemente provato dalla pandemia». Analogo discorso vale per il primo quadrimestre 2021 che, rispetto allo stesso periodo del 2019, registra un calo del 25% con tutti i mercati nazionali dell’area in crisi, tranne il mercato svedese che mette a segno una crescita dell’8,3%.

 

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