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La pandemia ha rallentato i progressi nello sviluppo sostenibile

Tuttavia nel confronto con dieci anni fa il quadro generale resta positivo

di Redazione

Secondo il nuovo rapporto dell’Istat sui Sustainable Development Goals (Sdg), nel 2020 la pandemia ha rallentato i progressi dell’Italia nello sviluppo sostenibile, ma nel confronto con 10 anni fa il quadro generale resta positivo. Tuttavia emerge un divario territoriale, con la mappa regionale dello sviluppo sostenibile che segnala un vantaggio del nord-est rispetto a sud e isole.

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L’analisi diffusa nello stesso giorno del rapporto IPCC mette in luce un quadro complessivamente positivo rispetto a 10 anni prima, con il 60,5% delle misure in miglioramento, il 19,1% invariate e il 20,5% in peggioramento. L’intensità dei segnali favorevoli diminuisce significativamente considerando i dati aggiornati al 2020: rispetto all’anno precedente scende al 42,5% la quota di misure in miglioramento mentre sale al 37% quella di misure in peggioramento. 

Principali risultati rilevati in Italia per i 17 Obiettivi SDGs

Gli obiettivi sono: sconfiggere la povertà, sconfiggere la fame, salute e benessere, istruzione di qualità, parità di genere, acqua pulita, energia pulita e accessibile, lavoro dignitoso e crescita economica, imprese e innovazione, ridurre le disuguaglianze, città e comunità sostenibili, consumo e produzione responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, vita sott’acqua, vita sulla terra, pace e giustizia, partnership per gli obiettivi. Osserviamone alcuni. 

Nel 2020, oltre 2 milioni di famiglie (pari al 7,7%), per un totale di oltre 5,6 milioni di individui (9,4%), risultano in condizioni di povertà assoluta. Rispetto allo scorso anno, l’incidenza della povertà cresce soprattutto nel Nord-ovest (10,1% individui in povertà assoluta; +3,3 punti percentuali rispetto al 2019) e nel Nord-est (8,2%, +1,6 p.p.). L’incidenza della povertà assoluta aumenta in misura significativa in tutte le fasce di età, tranne per gli over65. Nel 2020 l’appartenenza a famiglie composte da soli anziani o nelle quali è presente un anziano – spesso titolare di un reddito da pensione – riduce il rischio di trovarsi in condizione di povertà assoluta. La diffusione dei contagi ha avuto un impatto significativo sulla mancata richiesta di prestazioni sanitarie. La quota di persone che dichiarano di aver rinunciato a una visita medica pur avendone bisogno è salita al 9,6% nel 2020 dal 6,3% del 2019 e tra questi circa la metà ha segnalato come causa un problema legato al Covid-19.

Nel 2019, l’1,6% delle famiglie italiane presenta segnali di insicurezza alimentare, cioè dichiara di non aver avuto, in alcuni periodi dell’anno, denaro sufficiente per comprare cibo e di non potersi permettere un pasto proteico almeno due volte a settimana. Il dato è in leggero rialzo per la prima volta dal 2013. Tra i bambini più piccoli (3-5 anni) quasi uno su tre è in sovrappeso. La proporzione scende a uno su quattro se si considerano bambini e adolescenti (3-17 anni). La situazione è più grave nel Mezzogiorno. I dati 2019 interrompono la tendenza positiva degli ultimi anni, rafforzando le preoccupazioni per la salute dei più giovani e degli adulti di domani. Nel 2019, l’estensione delle coltivazioni biologiche raggiunge il 15,8% della superficie agricola utilizzata in Italia, quasi il doppio della media Ue. Tuttavia, il tasso di crescita annuo delle superfici convertite all’agricoltura biologica o in fase di conversione (+1,8%) è il più basso dal 2012 e negativo nel Mezzogiorno. Migliorano gli indicatori di pressione dell’agricoltura sull’ambiente. Nel 2019 sono stati distribuiti 485 kg di fertilizzanti e 13,2 di fitofarmaci per ettaro, rispettivamente il 5% e il 3,1% in meno dell’anno precedente. Diminuiscono anche le emissioni di ammoniaca (-1% sull’anno precedente e -7,4% dal 2009), che restano entro i limiti fissati dalle direttive comunitarie. 

Nel 2019 diminuiscono le emissioni di gas serra in Italia (-2,8% rispetto all’anno precedente), confermando la tendenza al disaccoppiamento tra dinamica delle emissioni delle attività produttive e andamento del Pil. Nel 2019, le anomalie di temperatura media sulla terraferma registrano, rispetto ai valori climatologici medi del periodo 1961-1990, un incremento di 1,28°C a livello globale e di 1,56°C in Italia. Nel 2020 sono esposti in aree a rischio di alluvioni 22,57 abitanti per km2. La superficie forestale (boscata e non boscata) percorsa dal fuoco è pari a 1,2 per 1.000 km2 nel 2019, con valori più elevati nel Mezzogiorno. Nello stesso anno la preoccupazione delle famiglie per i cambiamenti climatici diminuisce di un punto percentuale, attestandosi al 70% (63,3% nel 2012).

 

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