Il «nuovo ciclo» dell’occupazione, le attese degli italiani sul futuro del lavoro | T-Mag | il magazine di Tecnè

Il «nuovo ciclo» dell’occupazione, le attese degli italiani sul futuro del lavoro

Secondo il Censis il 36,4% ritiene che la crisi si sia tradotta in una maggiore precarietà. Un altro effetto da non trascurare è la possibilità di conciliare maggiormente esigenze personali e professionali

di Redazione

I datori di lavoro si dicono ottimisti sul fronte delle nuove assunzioni in vista del 2022. Ma il parere dei lavoratori potrebbe ostentare meno ottimismo. Un’idea in questo senso arriva dall’ultimo Rapporto sulla situazione sociale del paese del Censis, che osserva come l’emergenza sanitaria abbia avviato un nuovo ciclo dell’occupazione. Il 36,4% degli italiani, infatti, ritiene che la crisi si sia tradotta in una maggiore precarietà (tra le donne la percentuale sale al 42,3%). Il secondo effetto è l’esperienza del lavoro da casa e la possibilità di conciliare le esigenze personali con quelle professionali: lo pensa il 30,2% degli italiani (e il 32,4% delle donne). Cresce l’aspettativa nel futuro, soprattutto per il 27,8% della popolazione che considera le risorse europee e il Pnrr elementi in grado di garantire occupazione e sicurezza economica per i lavoratori e le famiglie.

Bassi tassi di occupazione, alti tassi di disoccupazione (soprattutto dei giovani) e ampie sacche di inattività (soprattutto femminile) sono le caratteristiche di un mercato del lavoro sempre più sclerotizzato, spiega il Censis. Per il 30,2% degli italiani al primo posto tra i fattori che frenano l’inserimento professionale ci sono le retribuzioni disincentivanti che i datori di lavoro (Stato compreso) offrono in cambio della prestazione lavorativa anche nei confronti di chi dispone di competenze e capacità adeguate. Al secondo posto, per il 29,9% c’è la persistenza di condizioni inadeguate per avviare un’attività in proprio, a partire dal peso dei troppi adempimenti burocratici, fino al carico fiscale che grava sull’attività d’impresa.

Prendendo in esame le retribuzioni degli oltre 15 milioni di lavoratori pubblici presenti negli archivi Inps – prosegue allora il Censis –, il dato medio complessivo riferito alla giornata retribuita si attesta a 93 euro. Una donna percepisce una retribuzione inferiore di 28 euro se confrontata con quella di un uomo. La retribuzione per una donna è inferiore del 18% rispetto alla media, mentre quella di un uomo è del 12% superiore. In base all’età dei lavoratori emerge una differenza di 45 euro tra un under 30 anni e un over 54. La penalizzazione dei giovani è di 30 punti percentuali rispetto alla media e di 48 punti rispetto ai lavoratori con più di 54 anni. Ampia è anche la distanza tra la paga giornaliera di chi ha un contratto a tempo indeterminato rispetto al tempo determinato e tra full time e part time. La giornata lavorativa del tempo indeterminato vale 97 euro contro i 65 del lavoro a termine, la retribuzione giornaliera del tempo pieno vale più di due volte quella del tempo parziale.

C’è poi un capitolo dedicato all’utilità sociale delle libere professioni. Dal 2008 al 2020 il lavoro indipendente in Italia si è ridotto di 719.000 unità, passando da quasi 6 milioni di occupati a poco più di 5 milioni (-12,2%). Nello stesso periodo il lavoro dipendente, nonostante le ripetute crisi, è aumentato di oltre mezzo milione di occupati: +532.000 (+3,1%). Nel periodo considerato le libere professioni sono aumentate (+241.000 occupati: +20,9%). Ma tra il 2019 e il 2020 il saldo finale per i liberi professionisti porta un segno negativo, con una riduzione di 38.000 occupati. Ma resta intatto il loro appeal. Il 40% degli italiani definisce la libera professione un’attività prestigiosa, che fa valere le competenze acquisite e l’impegno dedicato allo studio. Per il 34,1% si tratta di un lavoro utile, importante per la collettività.

 

1 Commento per “Il «nuovo ciclo» dell’occupazione, le attese degli italiani sul futuro del lavoro”

Leave a Reply to 3champagne

News

Visco: «Ok rialzo tassi dall’estate, ma in maniera graduale»

«Il rischio di deflazione è alle nostre spalle. Abbiamo mantenuto i tassi di interesse ufficiali a lungo negativi, per far fronte a questi rischi, e rispondere…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Istat: «Produzione nelle costruzioni ai massimi dal 2011 nel mese di marzo»

«A marzo 2022 si stima che l’indice destagionalizzato della produzione nelle costruzioni aumenti del 2,0% rispetto a febbraio 2022. Nella media del primo trimestre 2022, al…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Mosca: «Nuove basi militari in risposta ad allargamento Nato»

«La Russia creerà nuove basi militari in risposta all’allargamento della Nato». Lo ha annunciato  il ministro della difesa russo Sergei Shoigu. Il Ministro ha evidenziato…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »

Ucraina, Von der Leyen: «Erogati 600milioni di euro di prestiti a Kiev»

«Oggi abbiamo erogato una nuova tranche di 600 milioni di euro di assistenza macrofinanziaria all’Ucraina. E arriverà: abbiamo proposto un prestito aggiuntivo di 9 miliardi…

20 Mag 2022 / Nessun commento / Leggi tutto »
Testata registrata presso il tribunale di Roma, autorizzazione n. 34/2012 del 13 febbraio 2012
Edito da Tecnè S.r.l - Partita Iva: 07029641003
Accedi | Disegnato da Tecnè Italia