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Dalla quarantena al green pass rafforzato, come cambiano le regole

Il governo cambia le misure per chi è vaccinato ed estende il green pass rafforzato a partire dal 10 gennaio, ma non passa l’obbligo per tutti i lavoratori

di Redazione

Niente più quarantena se si è entrati in contatto con persona risultata positiva, almeno per chi si è sottoposto alla terza dose booster del vaccino (la seconda per i vaccinati con Johnson & Johnson) o con due dosi da meno di quattro mesi, green pass rafforzato che viene rilasciato a vaccinati e guariti. Questo, in estrema, sintesi il quadro entro cui cambiano le regole di contrasto al coronavirus, stando alle decisioni prese ieri, mercoledì 29 dicembre, dal governo.

Nella lotta alla pandemia (e in particolare alla variante Omicron che negli ultimi giorni ha contribuito a far lievitare il numero dei contagi registrati, non solo in Italia), il governo sembra intenzionato a procedere verso una sorta di obbligo vaccinale, seppure in un percorso a tappe. Stando a quanto previsto dal decreto legge approvato ieri, dal 10 gennaio, chi non si sarà sottoposto a vaccino verrà escluso da tutte le attività sociali e ricreative, sia al chiuso che all’aperto. 

In sostanza il “super green pass” servirà quasi ovunque: per salire su treni, bus, metro e tutti gli altri mezzi di trasporto, per entrare in alberghi, andare a fiere, impianti sciistici e negli altri luoghi di socialità e svago. Vengono inoltre ridotte nuovamente le capienza degli impianti sportivi: al 50% per quelli all’aperto e al 35% per quelli al chiuso. Si rileva anche l’intesa per calmierare il prezzo delle mascherine Ffp2. Non passa, almeno per il momento, l’ipotesi di estendere l’obbligo del super green pass anche a tutte le categorie di lavoratori, nonostante l’iniziale parere favorevole delle Regioni. Ma non si esclude che il punto possa essere oggetto di discussione al prossimo Consiglio dei ministri, previsto per il 5 gennaio. 

Come funziona, dunque, la “nuova quarantena”? Come si diceva all’inizio non dovrà farla chi ha completato il ciclo vaccinale primario o la dose di richiamo o è guarito da 120 giorni, ma si entrerà in un regime di auto-sorveglianza. Tradotto significa che fino al decimo giorno successivo al contatto si avrà l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione di tipo Ffp2. Il tampone antigenico rapido o molecolare andrà svolto al quinto giorno, ma solo se in presenza di sintomi. Altrimenti la fine della quarantena o dell’auto-sorveglianza «consegue all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati; in tale ultimo caso la trasmissione all’Asl del referto a esito negativo, con modalità anche elettroniche, determina la cessazione di quarantena o del periodo di auto-sorveglianza». 

Per i vaccinati da più di quattro mesi, invece, la quarantena passa da sette a cinque giorni, con obbligo di tampone negativo al termine del periodo di isolamento. Nulla cambia per chi non è vaccinato: la quarantena resta invariata a dieci giorni.

 

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