Un ladro di appartamenti rivela i suoi segreti: i portoncini più facili da aprire sono quelli con le mandate | 45 secondi e sono dentro
Porta mandate @t-mag
Un ex ladro racconta come alcuni portoncini, ritenuti sicurissimi perché chiusi a più mandate, possano essere superati in 45 secondi se la serratura è vecchia o mal protetta.
Nell’immaginario di molti basta girare più volte la chiave e sentire gli scatti delle mandate per sentirsi al riparo da qualsiasi intrusione. Il gesto è automatico: si rientra in casa, si chiude il portoncino, si azionano tutte le chiusure disponibili e la sensazione è quella di aver alzato un muro invalicabile. Da fuori, però, chi conosce bene i difetti delle serrature sa distinguere a colpo d’occhio una porta davvero protetta da una che, nonostante l’aspetto imponente, offre un varco sorprendentemente semplice.
Un ex ladro di appartamenti, oggi pentito, spiega che proprio le porte che sembrano più “serie” spesso nascondono i punti deboli più prevedibili. Vecchi cilindri, scudi metallici sottili, telai montati male, giochi di pochi millimetri tra anta e stipite: combinazioni che permettono di agire in fretta e senza fare troppo rumore. Il risultato è sconcertante per chi ci abita: si pensa di avere un portoncino inespugnabile e invece, con la tecnica giusta, in 45 secondi e sono dentro.
Quando le mandate danno sicurezza solo a chi sta dentro
Il primo paradosso riguarda proprio i portoncini blindati chiusi a più mandate. Chi abita nell’appartamento è convinto che ogni scatto in più equivalga a un livello aggiuntivo di sicurezza. Chi ha passato anni a studiare porte e serrature, invece, guarda soprattutto al modello installato e alla qualità dei componenti. Se il sistema è datato, le chiusure multiple non fanno altro che bloccare con più decisione un meccanismo che, se aggirato alla base, si arrende tutto in una volta.
L’ex malvivente racconta che la differenza reale la fanno il tipo di cilindro, le protezioni esterne e la solidità del telaio, non il numero di giri che si danno alla chiave. Alcuni portoncini blindati, pur essendo chiusi completamente, mostrano difetti visibili anche a un occhio non esperto: pannelli allentati, fessure in cui filtra la luce, placche graffiate o piegate, segno che qualcuno ha già provato ad armeggiare. Per chi vuole entrare di nascosto questi dettagli sono un invito, perché indicano che lì la struttura può cedere più in fretta rispetto a quanto il proprietario immagina.

I particolari che attirano chi sa come aprire una porta in 45 secondi
Tra gli elementi che attirano maggiormente l’attenzione di chi punta agli appartamenti ci sono le combinazioni tra portoncino vecchio e abitudini sbagliate. Serrature mai cambiate dopo anni, cilindri ancora di prima generazione, porte montate su pianerottoli poco illuminati o lontani dall’ascensore sono tutti fattori che rendono più semplice lavorare senza essere notati. Se a questo si aggiunge la convinzione che “tanto ho messo tutte le mandate”, il quadro è perfetto per chi conta su pochi secondi di tempo per agire.
La testimonianza mette in luce anche un altro aspetto: non esistono sistemi invincibili, ma esistono porte che scoraggiano e porte che invitano. Modelli moderni, cilindri di sicurezza evoluti, protezioni anti-estrazione e telai ben ancorati richiedono impegno, rumore, tempi lunghi. Una combinazione del genere spinge chi ha cattive intenzioni a cambiare obiettivo e cercare un ingresso più semplice, mentre le soluzioni superate, per quanto chiuse a tutte le mandate possibili, restano i bersagli preferiti. In questo equilibrio sottile tra percezione e realtà si gioca gran parte della sicurezza domestica: ciò che agli occhi del proprietario dà tranquillità può, per chi osserva da fuori, somigliare a una porta già mezza aperta.
