Pensione 2026, con la legge Fornero 2.0 ci vai molto prima | Cosa cambia con l’addio alle misure temporanee

Le pensioni 2026 vedono la Legge Fornero stabile a 67 anni, ma molte opzioni permettono un’uscita anticipata. Attenzione alle misure che scompaiono.

Pensione 2026, con la legge Fornero 2.0 ci vai molto prima | Cosa cambia con l’addio alle misure temporanee
Pensione 2026: cosa cambia per l’uscita anticipata?Le normative pensionistiche in Italia si preparano ad affrontare il 2026 con un quadro che, seppur privo di stravolgimenti epocali, presenta alcune importanti modifiche. La Legge Fornero rimane il cardine del sistema, mantenendo il requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia fissato a 67 anni. Questo limite, tuttavia, non riflette l’età media effettiva di pensionamento nel Paese. Molti lavoratori, infatti, riescono ad accedere alla quiescenza ben prima, grazie a diverse opzioni di flessibilità previste dalla stessa normativa.

Tuttavia, il prossimo anno sarà segnato dall’addio ad alcune misure temporanee che negli ultimi anni hanno rappresentato una valida alternativa ai requisiti standard. Questo scenario impone un’attenta valutazione delle opportunità e dei cambiamenti che influenzeranno l’uscita dal mondo del lavoro per migliaia di persone. Comprendere le diverse vie per la pensione diventa cruciale per pianificare il proprio futuro con consapevolezza.

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L’associazione tra l’età di pensionamento in Italia e i 67 anni, imposti dalla pensione di vecchiaia, è diffusa ma non del tutto accurata. Sebbene questo requisito anagrafico sia il più utilizzato e fondamentale per l’accesso a prestazioni come l’Assegno sociale o la Pensione di inclusione, il panorama complessivo è ben più variegato. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) conferma che l’età media effettiva di pensionamento in Italia è sensibilmente inferiore ai 67 anni.

Secondo il XXIV Rapporto annuale INPS, infatti, nel 2024 l’età media effettiva per il pensionamento si è attestata a 64,8 anni. Questo dato si allinea in modo sorprendente con la media europea, pari a 64,4 anni, dimostrando che, nonostante le percezioni, l’Italia non è poi così lontana dagli standard continentali. La differenza rispetto al limite dei 67 anni è da attribuire principalmente alle diverse misure alternative alla pensione di vecchiaia, che consentono un’uscita anticipata dal mercato del lavoro, spesso anche di diversi anni.

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La Legge Fornero, pur stabilendo il paletto dei 67 anni per la pensione di vecchiaia, include e prevede una serie di strumenti per l’uscita anticipata. Tra le più note figura la pensione anticipata ordinaria, che consente di andare in quiescenza indipendentemente dall’età anagrafica, a patto di aver maturato un’anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini, e di 41 anni e 10 mesi per le donne.

A queste si aggiungono opzioni specifiche come la misura per i lavoratori precoci, che richiede solamente 41 anni di contributi, e le agevolazioni per i lavoratori impiegati in mansioni usuranti o gravose, tra cui Quota 97,6 e l’Ape Sociale, accessibile anche a disoccupati, invalidi e caregiver. Tuttavia, è fondamentale sottolineare che il 2026 segnerà la fine di alcune importanti misure di flessibilità che hanno caratterizzato gli ultimi anni. In particolare, Quota 103 e Opzione Donna non sono state confermate dalla Legge di Bilancio, il che comporterà un innalzamento dell’età pensionabile effettiva già a partire dal 2025 per coloro che avrebbero potuto usufruirne. Questa modifica renderà il percorso verso la pensione più stringente per alcune categorie di lavoratori.