Ultim’ora: Ikea smontata dagli italiani | La crisi la sta divorando: colpa di Shein e Temu

Ikea affronta la fase più complessa della sua storia. Vendite in calo, costi in aumento e nuovi competitor digitali. Scopri come il colosso svedese si reinventa.

Ultim’ora: Ikea smontata dagli italiani | La crisi la sta divorando: colpa di Shein e Temu
Ikea affronta la fase più complessa della sua storia. Vendite in calo, costi in aumento e nuovi competitor digitali. Scopri come il colosso svedese si reinventa.

Per decenni, il marchio svedese Ikea è stato sinonimo di design accessibile e funzionale, un’abitudine silenziosa che ha permeato milioni di abitazioni in tutto il mondo. Dalle librerie “monta tu stesso” ai tavoli che segnano i primi traslochi, Ikea ha trasformato l’arredamento a basso costo in un vero e proprio linguaggio universale dell’abitare. Tuttavia, il gigante dal logo blu e giallo, fondato negli anni Quaranta, sta attraversando una delle fasi più complesse della sua lunga storia. Tra vendite stagnanti, un significativo aumento dei costi del legname e la pressione crescente esercitata dai marketplace digitali, con prodotti a costi estremamente competitivi provenienti soprattutto dalla Cina, Ikea si trova di fronte a una sfida epocale: reinventare il proprio modello di business per rimanere un attore chiave in un mercato profondamente mutato.

L’utile della società ha subito un crollo notevole, registrando un -26% nell’esercizio chiuso al 31 agosto, nonostante i tentativi di ridurre i prezzi per mantenere la competitività. Come evidenziato da Bloomberg, i consumatori odierni sono guidati da tre fattori primari: prezzo, comodità e velocità. Sono più che disposti a cambiare fornitore pur di ottenere queste condizioni. Questa evoluzione delle aspettative dei clienti impone a Ikea una riflessione profonda e un’azione rapida per adattarsi.

La strategia di rinnovamento

La strategia di rinnovamento

La strategia di rinnovamento: passi concreti per il futuro.

 

Per affrontare questo nuovo capitolo e guidare la necessaria trasformazione, Ikea ha compiuto una scelta storica: per la prima volta, la leadership della società è stata affidata a due amministratori delegati non svedesi, lo spagnolo Juvencio Maeztu e il polacco Jakub Jankowski. Questa decisione sottolinea la volontà di abbracciare una prospettiva più internazionale e innovativa.

Il piano di rinnovamento del marchio si articola su diverse direttrici strategiche. In primo luogo, si punta a un ampliamento significativo dell’offerta, per intercettare nuove esigenze e segmenti di mercato. In secondo luogo, Ikea sta lavorando per avvicinare i negozi ai clienti, esplorando format più piccoli e urbani che possano integrarsi meglio nelle routine quotidiane delle persone. Infine, un elemento cruciale della strategia è l’implementazione di consegne più rapide ed efficienti. Questi passaggi sono fondamentali per competere con l’agilità e la convenienza offerta da colossi del marketplace digitale come Temu e Shein, che stanno irrompendo prepotentemente anche nel settore casa e arredo, intensificando la concorrenza sui prezzi a livelli mai visti prima.

L’obiettivo è riconquistare la fiducia dei consumatori moderni, offrendo non solo prodotti di qualità a prezzi competitivi, ma anche un’esperienza d’acquisto che risponda alle loro esigenze di velocità e immediatezza, pur mantenendo l’identità unica del marchio.

Le sfide delle materie prime e il futuro

Le sfide delle materie prime e il futuro

Affrontare le sfide delle materie prime per costruire il futuro sostenibile.

 

Un altro nodo critico che Ikea è chiamata a sciogliere riguarda la sicurezza dell’approvvigionamento della sua principale materia prima: il legno. Le sanzioni internazionali, che hanno interrotto le forniture vitali da Russia e Bielorussia, hanno spinto il colosso svedese a ricalibrare la sua strategia di fornitura. Per mitigare i rischi e garantire la stabilità, Ikea ha rafforzato la propria presenza e i propri investimenti nell’Europa centrale e orientale.

Questa strategia si è concretizzata in acquisizioni significative: solo nel mese di ottobre, la società ha investito ben 720 milioni di euro per l’acquisto di terreni forestali in Lettonia ed Estonia. Queste operazioni non solo assicurano nuove fonti di legname, ma riflettono anche l’impegno di Ikea verso una gestione più sostenibile e controllata della catena di approvvigionamento, un aspetto sempre più rilevante per i consumatori e per la reputazione del marchio.

Nonostante queste significative difficoltà e le sfide che si prospettano, è fondamentale chiarire che Ikea rimane un colosso globale indiscusso nel settore dell’arredamento. Con una rete di 808 negozi in tutto il mondo, oltre 220mila dipendenti e vendite al dettaglio che ammontano a ben 44,6 miliardi di euro, la sua statura è imponente. Come ha sottolineato Juvencio Maeztu, «Significa essere accessibili, digitali e sostenibili ma anche restare fedeli a ciò che siamo». Questo principio guida la visione di Ikea per il futuro: un equilibrio tra innovazione e fedeltà ai valori fondanti, per continuare a essere un punto di riferimento nell’abitare globale.