Tra un po’ non troveremo più latte italiano al supermercato | Allarme rosso nazionale: cosa sta succedendo

Il comparto lattiero-caseario piemontese è in profonda crisi a causa del crollo dei prezzi del latte spot. Confagricoltura e Coldiretti lanciano l’allarme per il futuro degli allevamenti locali.

Tra un po’ non troveremo più latte italiano al supermercato | Allarme rosso nazionale: cosa sta succedendo
Crisi profonda per il latte piemontese: un allarme che scuote la filieraIl comparto lattiero-caseario piemontese è in profonda crisi a causa del crollo dei prezzi del latte spot. Confagricoltura e Coldiretti lanciano l’allarme per il futuro degli allevamenti locali.

Il comparto lattiero-caseario piemontese, e in particolare quello cuneese, sta attraversando una fase di mercato estremamente delicata. Negli ultimi mesi si è assistito a un crollo vertiginoso del prezzo del latte venduto fuori contratto, sceso a livello nazionale fino a valori di 28-30 centesimi al litro. Una cifra che non solo è lontana dai costi di produzione, ma che alimenta il serio timore che questo ribasso possa estendersi anche ai rinnovi contrattuali, mettendo a rischio la sostenibilità economica dell’intera filiera. Questa situazione ha generato un’onda di preoccupazione, trasformandosi rapidamente in un vero e proprio grido d’allarme lanciato dalle principali associazioni di categoria, Confagricoltura e Coldiretti.

L’inversione della fase congiunturale ha colto di sorpresa l’intero settore, che per mesi aveva vissuto una fase di crescita. Le ragioni di questa crisi sono molteplici e interconnesse, creando una tempesta perfetta che minaccia di travolgere gli allevamenti da latte. È un segnale preoccupante per una regione come il Piemonte, dove operano circa 1.300 allevamenti con quasi 230 mila capi, rappresentando il 9% delle consegne nazionali.

Le richieste di Confagricoltura e le cause dello squilibrio

Le richieste di Confagricoltura e le cause dello squilibrio

Confagricoltura: richieste e le cause dello squilibrio agricolo.

 

Di fronte a questo scenario critico, Confagricoltura Piemonte non ha esitato a chiedere un intervento immediato. L’associazione ha sollecitato l’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, a convocare con urgenza un Tavolo della filiera latte. L’obiettivo è chiaro: estendere la discussione anche alla componente industriale e trovare soluzioni condivise che possano governare l’attuale squilibrio tra domanda e offerta. Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte e Cuneo, ha sottolineato come la crisi sia multifattoriale.

Tra le principali cause individuate, si evidenzia un calo generalizzato dei consumi dei prodotti lattiero-caseari trasformati, che ha ridotto la domanda interna. A questo si aggiunge un aumento significativo della produzione mondiale di latte, che satura i mercati globali e spinge i prezzi al ribasso. Non meno importanti sono le incertezze geopolitiche ed economiche, come i dazi statunitensi, la svalutazione del dollaro e il ritiro da mercati strategici come quello cinese, che hanno provocato un notevole rallentamento dell’export, storicamente un pilastro per il settore.

Enrico Racca, presidente della sezione Lattiero-casearia di Confagricoltura Cuneo, ha ribadito l’urgenza di un “percorso condiviso” per prevenire che l’eccesso di latte invenduto possa compromettere irreparabilmente l’intero sistema produttivo. La necessità di un’azione concertata è fondamentale per evitare un collasso strutturale che avrebbe ripercussioni devastanti.

L’appello di Coldiretti e la difesa del latte locale: trasparenza e futuro

L'appello di Coldiretti e la difesa del latte locale: trasparenza e futuro

Coldiretti lancia l’appello per la trasparenza e il futuro del latte locale.

 

Sul fronte cuneese, anche Coldiretti è intervenuta con determinazione, chiedendo al mondo industriale di valorizzare concretamente il latte locale ed evitare pratiche di importazione estera che vengono definite speculative. La provincia di Cuneo, infatti, rappresenta una vera eccellenza nel panorama nazionale, essendo tra le prime in Italia per produzione, con quasi 7 milioni di quintali annui, e vanta una filiera di alta qualità con numerosi formaggi a Denominazione di Origine Protetta (DOP). Questo patrimonio è ora a rischio.

Enrico Nada, presidente di Coldiretti Cuneo, ha espresso una posizione ferma: “Non è responsabile continuare a importare latte dall’estero in un momento così critico.” Ha poi sottolineato la gravità delle conseguenze: la chiusura di una singola stalla non è solo la perdita di un’attività agricola, ma la distruzione di un intero sistema economico, sociale e territoriale che ruota attorno ad essa. La zootecnia da latte, come ha concluso il direttore di Coldiretti Cuneo, Francesco Goffredo, è un “pilastro dell’economia provinciale” e la sua tutela è imperativa lungo tutta la filiera.

Infine, Coldiretti ha richiamato l’attenzione sulla trasparenza verso i consumatori. È fondamentale che i cittadini prestino attenzione alle etichette: l’indicazione “UE” o “extra UE” segnala inequivocabilmente l’uso di latte non italiano. Una scelta consapevole al momento dell’acquisto può fare la differenza, sostenendo direttamente i produttori locali e contribuendo a salvaguardare un settore vitale per l’economia piemontese e per la qualità dei prodotti sulla nostra tavola.