Questi italiani non riceveranno la tredicesima a dicembre: l’accredito slitta ad una seconda data (ma non è colpa dell’azienda)

Questi italiani non riceveranno la tredicesima a dicembre: l’accredito slitta ad una seconda data (ma non è colpa dell’azienda)

Babbo Natale triste @t-mag

Per molti lavoratori la tredicesima non arriverà a dicembre: quando l’azienda fallisce, i tempi si allungano e il pagamento passa forzatamente attraverso una seconda procedura.

Ogni anno la tredicesima rappresenta un aiuto fondamentale per milioni di famiglie italiane, soprattutto in vista delle spese natalizie. Ma non per tutti questo appuntamento è garantito. Una parte dei lavoratori, infatti, non riceverà l’accredito a dicembre semplicemente perché l’azienda per cui lavoravano è fallita o è entrata in una procedura concorsuale. In questi casi il datore di lavoro non può più pagare nulla e l’erogazione slitta inevitabilmente a una seconda data, stabilita dagli organi che gestiscono il fallimento.

È una situazione più comune di quanto si pensi e che spesso genera confusione, perché il ritardo non dipende dall’azienda né da un errore amministrativo, ma dalla legge stessa. Quando una società cessa l’attività per insolvenza, le retribuzioni arretrate — inclusa la tredicesima — diventano crediti che devono essere liquidati attraverso il percorso fallimentare previsto dalla normativa.

Perché la tredicesima salta a dicembre e chi deciderà la data del pagamento

Quando un’impresa fallisce, ogni credito dei dipendenti — mensilità, ferie, TFR e tredicesima maturata — non può essere pagato immediatamente. Tutto passa sotto la gestione del curatore fallimentare, che deve verificare ogni voce e inserirla nello stato passivo. Solo dopo questa fase la posizione del lavoratore diventa “riconosciuta” a tutti gli effetti.

Ed è proprio questo passaggio a causare il rinvio dell’accredito. Lo stato passivo deve essere esaminato, approvato e poi dichiarato esecutivo dal tribunale. Senza questo atto formale, i lavoratori non possono chiedere l’intervento del Fondo di garanzia INPS, che è l’unico soggetto che potrà effettivamente pagare la tredicesima al posto dell’azienda fallita. La data del pagamento, quindi, non è più dicembre: dipende dai tempi della procedura e dai 60 giorni che l’INPS ha per liquidare la domanda una volta presentata.

Lavoratori disperati @pexels

Cosa devono fare i lavoratori per recuperare la tredicesima non pagata

Il percorso da seguire è preciso. Prima di tutto bisogna presentare la domanda di ammissione al passivo, indicando tutte le somme dovute, inclusa la tredicesima arretrata. Il curatore esamina la richiesta, verifica i conteggi e inserisce il credito nel registro ufficiale del fallimento. Solo quando questo elenco diventa esecutivo è possibile procedere con il passo successivo.

A quel punto il lavoratore può inoltrare la richiesta al Fondo di garanzia INPS, allegando tutta la documentazione relativa alla propria posizione. L’ente ha l’obbligo di procedere al pagamento entro 60 giorni dalla ricezione della domanda completa. In pratica, l’accredito non sparisce: semplicemente si sposta in avanti di mesi rispetto alla normale scadenza di dicembre, seguendo una tempistica che non dipende da chi ha lavorato, ma dalla macchina giudiziaria.