Tasse, entro il 16 dicembre devi sborsare altri soldi ma non vale per tutti: chi è salvo poco prima di Natale
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La scadenza del 16 dicembre per il saldo IMU 2025 riguarda milioni di contribuenti, ma esistono diverse situazioni in cui la seconda rata non è dovuta: un dettaglio che può evitare pagamenti inutili.
Ogni anno, quando arriva il momento del saldo di dicembre, molti proprietari versano l’imposta senza verificare se rientrano nei casi di esenzione previsti dalla normativa. Una mancanza di informazione che porta spesso a pagare più del dovuto. L’IMU, infatti, non si applica indistintamente a tutti gli immobili, e il regolamento 2025 ha confermato una serie di casi in cui la seconda rata non deve essere versata.
I Comuni, inoltre, possono deliberare aliquote e riduzioni specifiche che incidono sull’importo finale. Conoscere esattamente quando si è esonerati dal pagamento può davvero fare la differenza per il bilancio familiare, soprattutto in un periodo in cui tasse e scadenze si sommano con frequenza.
I casi in cui il saldo IMU non è dovuto il 16 dicembre
Il primo caso “salva portafoglio” riguarda l’abitazione principale, che resta totalmente esente quando rientra nelle categorie catastali ordinarie, ovvero dalla A/2 alla A/7. Chi vive nella propria casa e ha un immobile che rientra in queste categorie non deve versare il saldo di dicembre, a meno che non si tratti di immobili di lusso classificati A/1, A/8 o A/9.
Un’altra esenzione importante riguarda gli immobili utilizzati da familiari stretti, come genitori o figli, a condizione che il Comune riconosca questa possibilità nel proprio regolamento e che i residenti risultino anagraficamente nella casa. In questi casi, l’immobile può essere equiparato all’abitazione principale e quindi escluso dal pagamento della rata.

Agevolazioni, riduzioni e altri casi che evitano il pagamento
Non deve versare la seconda rata neppure chi possiede un immobile inagibile, inutilizzabile o oggetto di lavori importanti che ne impediscono l’abitabilità. La normativa prevede infatti la riduzione del 50% dell’imposta, ma molti Comuni consentono anche la sospensione totale quando l’immobile non produce alcuna utilità.
Infine, la rata non è dovuta per gli immobili concessi in comodato gratuito a figli o genitori con contratto registrato, quando rispettano i requisiti di legge e quelli deliberati dal Comune. Allo stesso modo, chi ha solo terreni agricoli in zone esenti, o chi rientra nelle categorie protette previste dalla legge, non deve versare nulla. Con un controllo attento delle regole locali e delle esenzioni nazionali, il saldo IMU può diventare molto più leggero — o addirittura azzerarsi.
